Gioco
Blitz della Finanza in Comune per l’inchiesta sulle piscine comunali
Livorno, le fiamme gialle hanno acquisto la documentazione sull’affidamento della gestione dei tre impianti pubblici a Officina dello spor
LIVORNO. Blitz della Finanza in Comune per l’inchiesta sull’iter amministrativo sull’affidamento delle piscine comunali Camalich-Neri a Officina dello Sport srl, la società che si aggiudicata la gestione dei tre impianti pubblici fino al 2027. A distanza di oltre quattro mesi dall’apertura dell’indagine in seguito all’esposto arrivato in Procura e firmato da alcune dipendenti della società, mercoledì 23 settembre è arrivato il primo atto formale da parte degli investigatori per cercare di fare chiarezza sulle presunte irregolarità tra pubblico e privato (si parla dell’amministrazione Cosimi) che avrebbero - di fatto - penalizzato le casse del Comune a favore di quelle del nuovo gestore.
In particolare i finanzieri del nucleo tributario hanno acquisito il bando pubblico con il quale nel 2009 il Comune ha messo a gara le piscine. Oltre a questi documenti gli investigatori hanno portato via dagli uffici di piazza Civica le copie della prima stima di interventi di ristrutturazione degli impianti fatta dal Comune e poi lievitati in pochi mesi da 123mila euro a ad oltre 4 milioni dopo il sopralluogo dell’Asl.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11419178:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/05/14/news/piscine-ecco-le-due-delibere-di-giunta-sospette-cosi-il-comune-si-e-accollato-3-3-milioni-di-lavori-1.11419178]]
C’è poi la questione spinosa delle due delibere, l’ultima delle quali firmata dalla giunta guidata da Alessandro Cosimi pochi giorni prima della fine della legislatura, attraverso le quali il Comune ha di fatto ribaltato la convenzione sottoscritta nel 2010 con il privato, accollandosi i costi dei lavori per una cifra complessiva di 3,3 milioni di euro. Ma non è tutto. Perché gli accertamenti chiesti dal pubblico ministero Gianfranco Petralia, titolare dell’indagine, riguardano anche le eventuale discrepanze tra il capitolato dei lavori concordato e sottoscritto tra Comune e Officina dello Sport, rispetto agli interventi realmente realizzati all’interno degli impianti.
Un aspetto che anche il nostro giornale aveva cercato di testimoniare attraverso un viaggio nell’impianto Camalich di via dei Pensieri e dal quale erano emerse, siamo all’inizio di maggio, alcune possibili incongruenze. In particoalre nella rubinetteria e sullo stato di alcuni bagni, per le condizioni in cui versano diverse pareti, alcune delle quali già attaccate dalla muffa, oppure alla reinstallazioni di un vecchio tornello arrugginito e d i alcuni attaccapanni, oppure sulla qualità del muretto a bordo o alla mancata sostituzione di alcune vetrate. Appunti ai quali il presidente di Officina rispose garantendo la bontà degli interventi e la loro assoluta regolarità rispetto al capitolato. Adesso starà ai finanzieri, usciti dal Comune dopo alcune ore, accertare se dalle carte emergono ipotesi di reati. Va detto però, che al momento il fascicolo della Procura è ancora un modello 45, un procedimento contro ignoti.
Tre le strade che adesso potrà prendere l’inchiesta. Dagli accertamenti del nucleo tributario delle fiamme gialle, infatti, potrebbe emergere un danno erariale ai danni dello Stato e a quel punto verrebbe informata la Corte dei Conti, oppure un reato penale. Ma anche entrambe le cose. Com’è possibile che dopo aver spulciato tutti i documenti acquisiti nei giorni scorsi gli investigatori accertino che non ci sia stato alcun reato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
