Il Tirreno

Livorno

I conti Aamps slittano e il bilancio comunale è zoppo

di Giulio Corsi

Il sindaco aveva annunciato l’approvazione definitiva a inizio settembre ma si andrà almeno a fine ottobre Entro settembre il consiglio si troverà a votare il “consolidato” senza i numeri della sua azienda più importante

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LIVORNO. Slitta ancora l’approvazione del bilancio 2014 di Aamps. Il ritardo rispetto ai tempi stabiliti dalla legge, che indica come termine massimo 180 giorni dalla fine dell’esercizio - dunque il 30 giugno 2015 - ha raggiunto quasi i tre mesi e sicuramente li supererà arrivando almeno a 120 giorni.

Neanche il 29 settembre infatti - data in cui era stata fissata l’ennesima assemblea dei soci - i malandati conti dell’azienda di via dell’Artigianato incasseranno il via libera da parte del socio unico, cioè dell’amministrazione comunale.

Ma la notizia non è solo questo ulteriore slittamento (che racconta chiaramente come per adesso non sia stata risolta la maxi-perdita da 21 milioni dichiarata nel bilancio presentato ai soci dal cda).

No, c’è di più ed è l’intreccio di tempi con il bilancio consolidato del Comune, che deve essere approvato entro il 30 settembre e che per legge dovrebbe contenere anche la situazione economico-finanziaria di tutte le società di palazzo civico - la principale delle quali è Aamps -, ma che invece non le conterrà.

Proprio oggi il bilancio consolidato dell’amministrazione dovrebbe essere portato in giunta e subito dopo dovrebbe essere consegnato ai consiglieri comunali, senza però una delle voci più importanti che dovrebbe contenere, quella di Aamps.

Il consiglio si troverà a votare un bilancio zoppo. Una cosa è bene chiarirla: essendo ancora in corso la fase sperimentale dei bilanci degli enti locali (Livorno è tra i Comuni prescelti dal 2011), un bilancio consolidato “zoppo” non dovrebbe comportare sanzioni né richiami per l’amministrazione, anche se non è detto che questa mancanza non desti comunque un’attenzione particolare da parte degli enti preposti al controllo contabile sugli enti locali.

Dal punto di vista politico invece la questione è ben diversa: il bilancio consolidato rappresenta infatti una fotografia di quella che è la situazione economico, finanziaria e patrimoniale del Comune inteso come holding, con tutte le società che esso gestisce. E nasce anche dalla necessità che i consiglieri comunali conoscano i conti della macchina comunale nel suo insieme e possano giudicare la capacità di controllo che palazzo civico ha nei confronti delle sue aziende. Cosa che, quest’anno, non potrà avvenire, proprio perché la fotografia sarà tagliata a metà.

Come risponderà il consiglio comunale davanti alla presentazione di un bilancio “a metà”, lo scopriremo in aula la prossima settimana.

L’assemblea in zona Cesarini e tre mesi di rinvii. Nel frattempo l’attenzione non potrà che spostarsi sui conti di Aamps, sul motivo per cui siamo arrivati all’ennesimo slittamento, ma soprattutto su come e quando il bilancio potrà avere l’ok.

Iniziamo dalla cronistoria. Come si ricorderà il bilancio era stato presentato il 13 giugno dal cda dell’azienda all’amministrazione comunale e doveva essere approvato il 29 giugno. Certo, in zona Cesarini (la scadenza prevista dal codice civile era il 30 giugno), decisamente in ritardo rispetto all’anno precedente, quello dell’ultima gestione Cosimi (approvazione il 20 maggio), ma comunque con una tempistica giustificata dall’arrivo ad aprile del nuovo presidente del cda Iacomelli, dalla modifica dello statuto e dal susseguirsi di problemi legati all’addio dell’ex dg Fommei e al siluramento dell’ex amministratore Di Gennaro.

Il 29 giugno però l’assemblea decise di non approvare il bilancio e la maxi-perdita da 21 milioni di euro che esso riportava e che avrebbe significato il default di via dell’Artigianato. Attenzione, lo fece leggittimamente: la legge infatti prevede l’obbligo di convocare l’assemblea per l’ok ai conti entro 180 giorni dalla fine dell’esercizio (cioè dal 31 dicembre), ma anche la possibilità di lasciarla aperta e ripresa successivamente. E’ ciò che sta accadendo: ogni volta che l’assemblea di Aamps in questi mesi si è riunita, ha riaggiornato l’incontro del 29 giugno. E’ chiaro però che quell’assemblea non potrà durare a oltranza e prima o poi, o il bilancio sarà approvato o Iacomelli dovrà portare i libri in tribunale.

Gli 11 milioni di Tia ancora in ballo. L’idea di riscrittura del bilancio fin da subito fu chiara: togliere dalle perdite 11 milioni di euro di crediti inesigibili Tia riversandoli per tre anni sulla Tari, cioè sulla tassa rifiuti che i livornesi pagheranno dal 2015 fino al 2017. L’operazione da sola non sarebbe bastata per salvare Aamps dal crac e così a luglio iniziò una discussione in seno alla giunta su un’eventuale ricapitalizzazione dell’azienda. Esattamente un mese dopo la prima assemblea, il 28 luglio, i soci si ritrovarono al tavolo con i vertici aziendali annunciando l’esborso da parte del Comune di 2 milioni e 87mila euro e confermando la volontà di trasformare le perdite della Tia non riscossa in tassa sui rifiuti. «Ma l’ok al bilancio slitterà al 7 agosto», fu comunicato a notte inoltrata, alla fine di una riunione di fuoco.

Arrivò anche il 7 agosto. Ma anche in quell’occasione si decise per un rinvio. «Solo tecnico», specificò il sindaco in persona. «L'assemblea societaria si aggiornerà ai primi giorni del mese di settembre per la definitiva approvazione, rispettando i tempi tecnici necessari all'adozione delle varie modifiche», annunciò Nogarin in una nota. Anche la data messa per scritto dal primo cittadino però è stata abbondantemente superata senza la definitiva approvazione, che anzi sembra assai lontana, e così siamo arrivati alla dead-line del 30 settembre e all’intreccio col bilancio consolidato del Comune che uscirà incompleto.

Ancora un mese almeno... E ora? I tempi tecnici non lasciano immaginare un’approvazione fulminea. L’azienda infatti non può riscrivere il bilancio e togliere dalle perdite i famigerati 11 milioni di Tia fino a quando la giunta non avrà deliberato una modifica al regolamento Iuc, l’imposta unica comunale che comprende anche la Tari, nella quale appunto si definisca ciò che di fatto già sta avvenendo e cioé lo spostamento dei crediti Tia sulla tassa sui rifiuti fino al 2017. Se anche la modifica avvenisse oggi, i vertici di Aamps dovranno comunque accettare questa sorta di “pagherò” da parte dell’amministrazione comunale e predisporre la riscrittura del bilancio, con la perdita che scenderà a 11 milioni circa rispetto ai 21 attuali. A quel punto il bilancio-bis dovrà essere adottato dal cda di via dell’Artigianato, dopo di che sarà consegnato ai sindaci revisori che avranno fino a 15 giorni per scrivere la loro relazione e depositarla a palazzo civico. Saranno poi gli uffici a dover analizzare i conti, dopo di che l’assemblea potrà essere riconvocata e finalmente chiusa con l’approvazione. Come è facile intuire, a meno che la macchina comunale e quella di Aamps d’improvviso non si mettano a correre come Usain Bolt, servirà ancora come minimo un mese.

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