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I sindacati dei medici già pronti allo sciopero
Il ministro Lorenzin difende le misure annunciate: sanzioni solo in casi provati Il governo vuole recuperare 13 miliardi, ma studia tutele per i camici bianchi
ROMA. I sindacati medici alzano gli scudi contro il provvedimento allo studio del ministero della Salute per tagliare gli esami inutili prevedendo anche una sanzione pecuniaria per i camici bianchi in caso di prescrizioni inappropriate: all’indomani dell’incontro con il ministro Beatrice Lorenzin per confrontarsi sul documento, i camici bianchi annunciano dunque l’intenzione di andare verso lo sciopero nazionale, mentre il ministro difende le misure in preparazione precisando che non si tratta di una «caccia al medico» e che le sanzioni sono previste solo in casi provati.
In realtà la tabella di marcia per la messa a punto del provvedimento, che si tradurrà in un decreto, prevede ancora spazi di confronto: entro domani i sindacati potranno infatti presentare delle osservazioni ed il Consiglio Superiore di Sanità fornirà ulteriori chiarimenti. Poi, il provvedimento passerà alla Conferenza Stato-Regioni. Ma i camici bianchi sono già sul piede di guerra: si tratta di un decreto «sbagliato» contro il quale «è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana. Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato», annuncia Costantino Troise, segretario dell’Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti.
Pronta alla mobilitazione unitaria «a difesa del Servizio sanitario nazionale e contro tagli camuffati come mancati aumenti o risparmi» si dice anche la Fp-Cgil Medici, e la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) annuncia che si va verso una manifestazione nazionale dell’intera categoria a novembre per portare alla luce le «enormi criticità del Ssn».
Lorenzin, da parte sua, ribadisce la ratio del provvedimento: «Molti esami che prescrivevano i medici sono stati tagliati perchè inutili, anzi precisamente sono stati tagliati per fare spazio all’appropriatezza della prescrizione diagnostica, si fanno solo le diagnosi che servono e non quelle che non sono realmente necessarie, l’eccesso costa 13 miliardi allo Stato che invece potrebbero nel tempo essere redistribuiti nel Sistema sanitario». E aggiunge: «La sanzione scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore». Intanto il governo fa sapere - come ribadito anche da Lorenzin - che l’attesa norma sulla colpa medica per ridurre le cause nella Sanità a tutela degli stessi professionisti e contro la cosiddetta medicina difensiva, che ogni anno ha un costo di oltre 10 miliardi, sarà inserita nella legge di stabilità.
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