Il Tirreno

Livorno

studenti in architettura da tutto il mondo per recuperare la struttura in porto

Da mostro a meraviglia: la sfida per dare una vita nuova al silos

Da mostro a meraviglia: la sfida per dare una vita nuova al silos

LIVORNO. Che fare del vecchio, grigio, imponente silos abbandonato che da decenni rappresenta la prima fotografia di Livorno per crocieristi e turisti che arrivano in porto a bordo di love boat e...

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LIVORNO. Che fare del vecchio, grigio, imponente silos abbandonato che da decenni rappresenta la prima fotografia di Livorno per crocieristi e turisti che arrivano in porto a bordo di love boat e traghetti?

Se ne parla da anni e ora che l’idea del grand hotel, spesso tornata in auge, sembra accantonata, ma soprattutto ora che la proprietà dell’immobile è tornata nella disponibilità della Porto Immobiliare (la società controllata da Porto 2000), l’Autorità Portuale si è messa alla ricerca di un’idea nuova per dare una seconda vita ad una struttura che tra poco compirà un secolo, è vincolata dalla Sovrintendenza e non può essere abbattuta, col sogno di trasformare il mostro in meraviglia.

Possibile? Palazzo Rosciano ha deciso di affidare la bacchetta magica nelle mani di 36 studenti provenienti da sei facoltà di architettura del mondo (Firenze e New York, Brno e la tedesca Saarbrcken, Siviglia e Nancy) che dal 9 al 17 ottobre daranno vita ad un confronto internazionale sul tema dell'archeologia industriale, applicandosi al caso studio dei "Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno".

L'iniziativa, oltre che dall’Authority, è stata promossa dalla Camera di Commercio, da Porto Immobiliare e da Porto 2000, col patrocinio del Comune e si inserisce in una serie di esperienze pluriennali, che hanno avuto inizio nel 2006, con la stessa tematica del recupero funzionale di questi fabbricati nel contesto della rigenerazione urbana. Alla fine della settimana emergeranno spunti di analisi sul recupero funzionale dell'ex Silos. «Sarà questa la sfida che gli studenti affronteranno - ha sottolineato il presidente di Porto Immobilare, Guido Asti -. Ci piacerebbe che possa esserci un confronto tra culture diverse e una tempesta di idee fresche sul futuro urbanistico della città. Credo che il convegno possa essere un'occasione importante per il waterfront cittadino e per l'economia territoriale».

Tema quello dello waterfront, cioè della zona della città che si affaccia sul porto e sull’acqua che vedrà lavorare fianco a fianco Comune e Authority. «Non è la prima volta che l'Autorità Portuale promuove iniziative a sostegno della riqualificazione del waterfront», ha sottolineato il commissario di palazzo Rosciano Giuliano Gallanti, ricordando un’esperienza simile quando guidava il porto di Genova con la riqualificazione del Ponte Parodi, su cui insisteva un silos meno importante di quello di Livorno. «Come porto aderente all'associazione internazionale Villes et Ports riteniamo che oggi non esista innovazione valida che non si accompagni ad un percorso di valorizzazione della tradizione storica di una realtà cittadina e il silos può diventare davvero un nuovo punto di contatto tra la città e il suo porto».

Della stessa idea anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, per il quale la riqualificazione ed il recupero del silos è un intervento altamente strategico per la città di Livorno, sia dal punto di vista architettonico e urbanistico che da quello turistico ed economico. «La città - ha detto - ha bisogno di un'architettura di altissima qualità, soprattutto in contesti urbani delicati e molto qualificati come quelli rappresentati dall'intero ambito della Fortezza Vecchia, un vero gioiello dell'architettura militare a livello europeo».

Giulio Corsi

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di Redazione web