Il Tirreno

Livorno

Termosifoni da adeguare, stangata nei condomini

di Rino Bucci
Condomini a Prato: la normativa riguarda il riscaldamento centralizzato
◗
Condomini a Prato: la normativa riguarda il riscaldamento centralizzato

Riguarda i palazzi con il riscaldamento centralizzato: costo sui 1.500-2.000 euro per appartamento. Fino a dicembre l’intervento beneficia dello sgravio al 60%

3 MINUTI DI LETTURA





Gli amministratori di condomino più solerti hanno da tempo inserito l’adeguamento degli impianti di riscaldamento negli ordini del giorno e già si prevedono assemblee accese anche perché la spesa non sarà di poco conto.

Nell’occhio del ciclone c’è la norma che con il Decreto Legislativo 102/2014 impone ai condomini con caldaie centralizzare l’istallazione di impianti termoregolazione e contabilizzazione del calore. In parole povere si tratta di dotare tutti i palazzi di dispositivi che rilevino i reali consumi degli appartamenti, con già avviene per i termoautonomi. La filosofia è semplice: si paga quel che si consuma. E fino qui tutto bene, il problema è che i lavori avranno un costo salato e che l’adeguamento va portato a termine entro il 31 dicembre 2016. Poi scatteranno le sanzioni.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12143008:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/23/news/impianti-eco-ma-piu-costosi-1.12143008]]

«Si tratta di una norma europea recepita dall'Italia - spiega Silvia Burchielli, presidente regionale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari - e dalla quale non possiamo sottrarci se non vogliamo andare incontro a sanzioni».

I costi. Ma quanto peserà l’adeguamento sulle spalle di ogni singolo condomino? «La contabilizzazione prevede diversi costi, tra diagnosi, progetto e installazione di termovalvole. Si parla di una spesa che può variare da 1500 a 2000 euro nel caso di un appartamento medio di quattro/cinque stanze. L’avvio dei lavori deve essere approvato da un’assemblea che poi individuerà il progettista che presenta il preventivo e avvia l’intervento», dice Burchielli.Una volta ratificato, l’adeguamento sarà pagato in una singola tranche nella quota di condominio.

Detrazioni. In questo caso il fattore tempo gioca un ruolo decisivo ed è per questo che alcuni amministratori hanno accelerato la pratica. «Fino al 31 dicembre 2015 - spiega Burchielli - se coordinato con lavori alla centrale termica di riqualificazione energetica l’intervento può beneficiare di sgravi fiscali fino al 60 per cento. In caso si tratti di manutenzione ordinaria o straordinaria in condominio invece i lavori possono ottenere l’agevolazione del 50 per cento sulla spesa».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12143028:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12143028:1652072303/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Varcata la soglia del 31 dicembre 2015, l’aiuto da parte del governo diminuisce e «le agevolazioni, salvo nuovi interventi da parte del legislatore, scendono al 36 per cento in ogni caso - continua Burchielli - ecco perché molti amministratori si stanno portando avanti».

Benefici. L’obiettivo della norma punta alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di anidride carbonica ma ci sono altri vantaggi per i condomini. «L’utente potrà disporre del servizio di riscaldamento in qualunque ora del giorno - spiega Burchielli - e decidere come e quando accendere il riscaldamento. In pratica, si paga solo per il calore erogato dai propri radiatori. Già dal primo anno, se sensibilizzato, l’utente riesce a risparmiare fino al 20-30 per cento sulla precedente bolletta».

La decisione. La scelta di avviare i lavori è in mano all’assembla. «Sebbene ci sia un obbligo di legge i condomini possono scegliere anche di non installare i nuovi impianti - continua Burchielli - ma si assumono il rischio delle sanzioni (da un minimo di 500 euro a un massimo di 2.500 euro per ogni condomino, ndr) previste dalla norma. In quel caso, consiglio all’amministratore di dimettersi altrimenti rischia di farne le spese in prima persona soprattutto se una minoranza dell’assemblea si era espressa per l’avvio dei lavori».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.12143054:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/09/23/news/e-il-bollino-blu-ci-costa-altri-settanta-euro-il-controllo-sulla-sicurezza-e-obbligatorio-la-periodicita-varia-a-seconda-della-tipologia-dell-impianto-1.12143054]]

Nei condomini dove non tutti sono disposti a deliberare l’intervento per ragioni economiche si vedranno i veri problemi. «Il progettista deve per forza di cose ispezionare tutti gli appartamenti - spiega Burchielli - e si potrebbero verificare situazioni spiacevoli in cui alcuni condomini si rifiutano di aprire la porta. In quel caso ci si avvia verso il rallentamento della pratica e l’amministratore deve intervenire direttamente».

Esenti. Ci sono anche dei casi eccezionali in cui l’installazione dell’impianto si può evitare lasciando a regime la vecchia caldaia centralizzata. «Un primo caso riguarda i costi - spiega Burchielli - infatti quando i costi dell’installazione superano i reali benefici di risparmio l’assemblea in tranquillità può decidere di non avviare i lavori».

Prima però serve la certificazione di un tecnico abilitato. «Il secondo caso - conclude Burchielli - è rappresentato dalle difficoltà di intervento. Ci sono impianti come quelli a pannelli radianti che non permettono, per la loro natura, la termoregolazione».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca