Gioco
Portuale muore a 38 anni il giorno dopo le nozze Lo sport la sua passione
Stroncato dalla malattia, lavorava al terminal Tdt «Era una persona umile, solare e sempre disponibile»
LIVORNO. Ha lottato contro la malattia con la stessa grinta e la stessa determinazione che metteva in campo ogni volta che scendeva su un rettangolo verde per giocare a calcio, la sua grande passione. L’ultima partita però gli ha messo di fronte un avversario bastardo, che non gli ha lasciato scampo. Alla fine Andrea Bellandi si è dovuto piegare alla malattia: è morto nel primo pomeriggio di martedì 22 settembre, a 38 anni, il giorno dopo il matrimonio con la sua adorata Giulia, celebrato a Pontedera, dove era ricoverato in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Chi conosceva Andrea oggi non trova le parole per descrivere le sue qualità e la sua bontà d’animo. Tutti lo ricordano come un ragazzo umile e al contempo solare, sempre disponibile con tutti. Aggettivi tutt’altro che di circostanza.
A spiegarlo è Pietro Fornaciari, che toglie i panni dell’attore e indossa quelli dello zio che si portava a spasso il piccolo Andrea quando girava sul set. «Ma lui non amava il cinema - racconta Pietro con un filo di voce - È vero, ha fatto la comparsa una volta, nel film “Bagnomaria”, ma lo faceva più per stare vicino a me, non perché sognasse di fare l’attore».
Quella dei Fornaciari è una famiglia numerosissima e assai conosciuta a Livorno. Basta nominarla e pensi a Pietro, o a Gina, la mamma di Andrea, storica figura del partito di Rifondazione Comunista ed ex consigliera comunale. Eppure, come ricorda Pietro, a dispetto dell’età, spesso era proprio Andrea la figura di riferimento per tutta la famiglia: «Era un ragazzo d’oro, si faceva ben volere da tutti ed era sempre pronto a mettere pace».
Sul profilo di Facebook di Andrea, appena appresa la notizia della morte, gli amici hanno cominciato a scrivere messaggi di cordoglio, urlando anche la loro rabbia contro un destino tremendamente ingiusto. «Andrea era un uomo buono - ripete Pietro - spontaneo e senza vizi. Era davvero una persona splendida».
Fino al sopraggiungere della malattia, Andrea era riuscito a conciliare alla perfezione i suoi tre grandi interessi e punti di riferimento nella vita: l’amore per la famiglia, la passione per il calcio e l’impegno sul lavoro. Era portuale, impiegato in Tdt, società dove oggi tutti lo ricordano col sorriso perché, dicono i colleghi, lui avrebbe voluto così.
E poi c’era lo sport: la voglia di pallone gli scorreva nelle vene. Forse gliel’aveva trasmessa il babbo, Claudio Bellandi, dirigente sportivo della Figc ed ex allenatore. Ed è proprio il padre a ripercorrere la carriera del figlio: i primi calci al pallone nelle giovanili dei Portuali, poi aveva indossato le casacche del Guasticce, del Ponsacco, dell’Antignano, e poi ancora Pomarance e Volterra. Anche quando il tempo a disposizione era meno, tra lavoro e famiglia, non aveva comunque abbandonato i campi di calcio e si dilettava con gli amici nei campionati over 35. Era un centravanti di razza.
L’amore più grande, però, Andrea lo riservava ai suoi genitori, alla sorella Claudia e alla sua compagna di una vita, Giulia, anche lei molto conosciuta in città (lavora in Baracchina Bianca). Andrea e Giulia avevano coronato uno dei loro sogni prendendo casa nel quartiere Fabbricotti un paio di anni fa. La gioia più grande che hanno avuto insieme è stata però quella di un figlio: Andrea era diventato papà da pochi mesi.
A chiudere il cerchio c’era poi quel matrimonio che i due, rivela Pietro, avevano già programmato per il prossimo ottobre. Andrea e Giulia sono stati comunque più forti della malattia, e non hanno rinunciato a realizzare il loro desiderio: si sono sposati lunedì, grazie anche alla disponibilità di un assessore di Pontedera.
Martedì pomeriggio, infine, Andrea si è arreso al male bastardo. Questa mattina la salma sarà trasportata a Livorno, dove il 38enne riceverà l’abbraccio degli amici, dei compagni di squadra e dei colleghi: dal primo pomeriggio sarà allestita la camera ardente al cimitero dei Lupi. Qui, giovedì, si terranno i funerali. E poi, secondo le ultime volontà di Andrea, il suo corpo sarà cremato e le sue ceneri saranno disperse nel mare di Calafuria.
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