Il Tirreno

Livorno

Ora Montenero è archiviato

di Juna Goti
Ora Montenero è archiviato

Il Comune si tira fuori dall’accordo, Regione e Asl ne prendono atto

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LIVORNO. Il Comune si è chiamato fuori dall'accordo firmato nel 2010, Regione e Asl ne hanno preso letteralmente atto. Così alla fine ieri mattina è stata ufficialmente messa la parola fine sul percorso che avrebbe dovuto portare alla realizzazione del nuovo ospedale a Montenero.

L’occasione è stata la convocazione a Firenze del collegio di garanzia: nella sede della presidenza toscana si sono riuniti l'assessore regionale Stefania Saccardi, il sindaco Filippo Nogarin con una nutrita delegazione di Palazzo Civico (segretario e direttore generale, tecnici e assessori Dhimgjini e Aurigi), i vertici Asl e i rappresentanti del segretariato regionale per i Beni culturali.

Il verbale redatto alla fine dice questo: «Regione e Asl prendono atto della volontà del Comune di Livorno di procedere – in attuazione delle linee programmatiche di mandato del sindaco, approvate dal consiglio comunale con deliberazione numero 108 del 9 settembre 2014 – alla revisione delle scelte operate in raccordo con gli altri soggetti sottoscrittori dell'accordo di programma del 24 maggio 2010». E quindi «della volontà di non procedere alla realizzazione di un nuovo ospedale a Livorno in località Banditella Bassa e della conseguente istanza di verificare le modalità di superamento del complessivo procedimento fin qui seguito nel quadro di possibili accordi istituzionali». Di cinseguenza, «si rende necessario procedere ad assumere i provvedimenti finalizzati alla revoca dell'accordo di programma sottoscritto il 24 maggio 2010 e atti collegati, e ad avviare contestualmente la procedura per un nuovo accordo di programma sulla materia».

Il verbale è stato sottoscritto dall'assessore Saccardi, dal sindaco Nogarin, dal commissario dell'Asl per l'area vasta Toscana nord-ovest, Maria Teresa de Lauretis e dal vicecommissario dell'Asl 6, Eugenio Porfido.

Ma a questo punto cosa succederà? Le parti si sono date di nuovo appuntamento il 23 ottobre alle 10, sempre a Firenze. Nella nota diffusa nel primo pomeriggio dalla Regione si dice che l’obiettivo è «l'avvio di un nuovo percorso che affronti il tema dell'organizzazione dei servizi sociosanitari sul territorio dell'area livornese».

Insomma, da una parte si esce dal pantano dell’ultimo anno, archiviando formalmente il capitolo Montenero (ma c’è comunque da chiarire bene come, visto che nel frattempo è stato fatto un bando per la realizzazione e si è arrivati a una graduatoria). Dall’altra si riparte con la discussione sull’ospedale: come, quando, con quale progetto, con quanti e quali soldi. Mentre in consiglio comunale Nogarin canta vittoria. «Abbiamo compiuto un atto formale importante – dice nel primo pomeriggio aprendo la seduta dedicata alla sanità – oggi si scrive un passaggio qualificante per questa amministrazione, perché di fatto si dice stop, nero su bianco, al percorso verso il nuovo ospedale a Montenero».

«Devo dire – aggiunge – che abbiamo molto apprezzato l’atteggiamento tenuto dall’assessore Saccardi rispetto alla futura riqualificazione di viale Alfieri: ha detto che è disponibile a un percorso di riqualificazione, attraverso una ristrutturazione, dell’attuale ospedale, mantenendo la struttura a padiglioni. Ci incontreremo il 23 ottobre per redigere un nuovo accordo di programma, nel frattempo si apre un tavolo di lavoro: c’è da fare ancora molto per vedere come la sanità livornese può recuperare la strada persa, ma l’assessore ci ha garantito che c’è la volontà di qualificare il presidio, nel rispetto di quanto espresso dagli elettori di questa città».

Dai banchi del Pd scuotono la testa. E anche le opposizioni (come raccontiamo a pagina 3) alzano la voce. Perché per ora nel verbale, guardando al futuro, si parla di «possibili accordi istituzionali». E si sa che ieri mattina la riunione fiorentina è stata anche sospesa a lungo: il sindaco, infatti, chiedeva un atto che sancisse un passo indietro di tutti gli altri enti, mentre Regione e Asl alla fine hanno messo a verbale una «presa d’atto». «Ma in un quadro che ci ha visti tutti partecipi», controbatte a margine del consiglio il sindaco. Per poi dire a microfoni accesi: «Non aver fatto atti in questi mesi è stata la nostra più grande intuizione: ci saremmo assunti una responsabilità che avrebbe condotto l’amministrazione a dover rispondere di eventuali risarcimenti a chi ha partecipato al bando: stando così la situazione – dice – non ci sarà alcun tipo di danneggiamento...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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