Gioco
BASTA PAROLE TIRIAMO FUORI QUALCHE IDEA
Il senso di responsabilità di chi amministra impone di pensare al futuro e non di avere lo sguardo eternamente rivolto al passato. Dunque, se il Comune di Livorno rinuncia a Montenero, ora deve...
Il senso di responsabilità di chi amministra impone di pensare al futuro e non di avere lo sguardo eternamente rivolto al passato. Dunque, se il Comune di Livorno rinuncia a Montenero, ora deve comunicare in maniera un po’ meno approssimativa di quanto non abbia fatto finora su quale progetto si concentrerà. Il programma elettorale prevede la ristrutturazione imponente degli edifici di viale Alfieri. Non una passata di vernice, ma una ricostruzione vera, imponente, rigeneratrice. Si può fare? Io penso di sì. Bisogna ammettere però che si è scelta la via più impervia per le ragioni a noi tutti note: edifici vincolati, struttura a padiglioni ormai scartata dai progettisti, viabilità intasata, mancanza di parcheggi eccetera. Tocca al sindaco Filippo Nogarin proporre una soluzione credibile e percorribile. Immagino che anche i 5 Stelle sappiano che senza un accordo con la Regione e con l’odiato Pd non si va da nessuna parte. Ho letto un comunicato dei consiglieri regionali pentastellati pochi giorni fa sul tema dell’acqua. I grillini tracciavano un solco fra se stessi e il Pd scrivendo di «noi» e «loro». Di qua noi e di là loro, i nemici per sempre. E’ uno slogan. A leggerlo crea eccitazione. Poi, però, bisogna governare e un ospedale non si può edificare senza mettersi tutti intorno al tavolo. Al tentativo di farsi dare i denari pubblici prima di illustrare un’idea concreta di nuovo ospedale la Regione ha già risposto, senza molto garbo, di no. Meglio desistere e cambiare tattica.
Anche per il Pd livornese è giunto il tempo di parlare chiaro. Finora si sono sentiti alti lai sulle scelte di Nogarin. E ci sta. Se davvero il Pd vuol tornare a essere parte dei destini di questa città non è sufficiente. S’affaccia la possibilità che il partito organizzi gli stati generali della sanità proprio per discuterne. Una buona idea, purché si arrivi alle conclusioni alla svelta. Il problema è arcinoto e siamo arcistufi di sentirne soltanto parlare. C’è, poi, una parte del Pd che sogna di mettersi in competizione con Pisa, con Siena o con Firenze. Si illudono costoro che sia ancora possibile quando ormai la prima emergenza è salvare il salvabile, pretendere servizi efficienti e sede dignitosa. Ci dicano Lorenzo Bacci e i suoi quale ospedale, dove e come. Ché, nel frattempo, questo che c’è si sta sgretolando sotto i colpi del tempo (e delle chiacchiere).
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