Il Tirreno

Livorno

Piazzale bloccato alla Elia «No al piano industriale»

di Giulio Corsi
Piazzale bloccato alla Elia «No al piano industriale»

Anche gli autotrasportatori scioperano insieme agli addetti alla movimentazione I sindacati respingono l’esternalizzazione, ma sessanta famiglie tremano

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LIVORNO. La distesa di Toyota e Ford è immobile nel grande piazzale dell’Elia Ambrosetti, tra via Firenze e il porto. Nel parcheggio esterno una decina di bisarche attendono di entrare. Alcune devono scaricare, altre caricare. Nessuna però lo farà per tutta la giornata di ieri. Perché allo sciopero del personale addetto al cosiddetto handling, vale a dire alla movimentazione e allo stoccaggio delle vetture, ha aderito anche il personale viaggiante dell’Elia e si è aggiunta la solidarietà degli autotrasportatori esterni. Il risultato è stato uno sciopero partecipatissimo che ha fatto sì che nei 240mila metri quadrati di piazzali livornesi ieri non si sia mossa una sola auto.

Fin dalla prima mattina, davanti alla sede della società, hanno sventolato le bandiere di Filt Cgil e Fit Cisl, mentre all’interno del parcheggio i lavoratori presidiavano i cancelli controllati a loro volta dai carabinieri e dalla polizia.

Ma lo sciopero è stato pacifico, non c’è stata alcuna forzatura proprio grazie alla solidarietà dimostrata dagli autotrasportatori verso il personale di terra, per quanto la tensione tra i lavoratori si percepisse a pelle.

D’altra parte il piano industriale presentato dalla nuova proprietà - il gruppo Bertani di Mantova - prevede l’esternalizzazione del servizio di handling, nel quale oggi sono impegnati sessanta persone sui 120 dipendenti dell’unità operativa di Livorno, come aveva anticipato la scorsa settimana Il Tirreno.

«Una scelta che mette a rischio il lavoro di metà del personale in forza all'unità produttiva di Livorno e che è motivata soltanto dalla volontà di ridurre i costi, non certo da un calo delle commesse e del lavoro», spiegano Giuseppe Gucciardo della Filt Cgil e Andrea Tonsa della Fit Cisl.

L’urlo che arriva da lavoratori e sindacati è prima di tutto un no a questo piano industriale. «Lo rimandiamo al mittente - aggiunge Tonsa -, e diciamo no all’esternalizzazione». Se l’azienda andrà avanti sulla sua strada i sindacati hanno però l’opzione B. «La regola da cui non si può derogare è chiara: il lavoratore segue il lavoro e alle stesse condizioni attuali», continua il rappresentante della Cisl. «Bisogna partire da un presupposto: il lavoro c’è e se la nuova proprietà vuole togliersi il costo fisso della movimentazione e stoccaggio, deve allo stesso tempo garantire che tutti gli attuali lavoratori vengano riassunti e alle stesse condizioni».

La protesta proseguirà con il blocco degli straordinari, ma i sindacati non chiudono le porte alla trattativa: domani a Milano Filt, Fit e Uiltrasporti, si incontreranno unitariamente per valutare le iniziative da intraprendere a livello nazionale, in previsione del tavolo di trattativa convocato per giovedì primo ottobre.

Sul caso Elia ieri è intervenuto con una breve nota anche il consigliere regionale del M5s Enrico Cantone: «Siamo vicini ai lavoratori della Elia Ambrosetti che rischiano il posto di lavoro e giustamente protestano per difenderlo. Purtroppo la strada sembra segnata ma da parte nostra chiederemo la massima attenzione regionale su questa, ennesima, crisi aziendale livornese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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