Il Tirreno

Livorno

La Concordia è lontana, non si fanno più miracoli

di Ilaria Bonuccelli
La Concordia è lontana, non si fanno più miracoli

Da ministero e Ufficio scolastico regionale si annunciano interventi ma ridotti. «Situazione simile in tanti piccoli paesi». Un aiuto può venire dalle lezioni via web

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Il “bonus” Concordia è esaurito. Forse non del tutto, ma non porta più grandi privilegi. Miracoli, neanche a parlarne. Per la scuola media, al Giglio, garantisce solo qualche ora di insegnamento in più. Quelle che servono per avere una “cattedra completa” di italiano e una (quasi intera) di matematica, le materie fondamentali. Al Giglio, quest’anno la media sopravvive con la “multiclasse”: alunni di prima, seconda e terza insieme a seguire le lezioni.

Con 11 iscritti non c’è altro da fare, almeno per ora. Da Roma il ministero dell’Istruzione assicura il massimo impegno per aumentare le ore di insegnamento da novembre, quando verranno assunti i 55.000 insegnanti dell’organico di potenziamento. Ma non se la sente di prendere un impegno certo. E anche da Firenze, l’Ufficio scolastico regionale ribadisce il concetto: «Miracoli non sono più possibili». Nel 2014, in realtà, sono stati compiuti. Alla media del Giglio è stato aumentato di 32 ore l’orario ordinario di insegnamento, in modo da reperire con facilità gli insegnanti. Ma le ferite della Concordia erano ancora fresche: il relitto, con la scia dei suoi 32 morti, era partito per Genova da poche settimane; i fondali erano ancora inondati di cemento. Ora, invece, la tragedia è sparita dai giornali.

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«Ma quest’anno - ammette il responsabile dell’ufficio, Claudio Bacaloni - cerchiamo di impegnarci per un mezzo miracolo». Infatti il ministero evidenzia che per la pluriclasse «è già stato inviato il docente di italiano a cui a breve si affiancheranno, via via che verranno completate le supplenze, gli altri insegnanti. La difficoltà nel reperimento dei supplenti è data dallo spostamento dalla terraferma all'isola, ma stiamo cercando di velocizzare il più possibile l’ invio dei supplenti». Non sarà semplice, però, ammette Bacaloni. «Il problema del Giglio - riprende - è trovare supplenti disposti ad accettare “spezzoni” di cattedra, due ore di educazione artistica o tecnica o tre ore di lingua. La preside della media è in gamba e per rendere più allettanti le cattedre, proverà a mettere insieme insegnamenti analoghi (tecnica e artistica, ad esempio) per offrire due insegnamenti e più ore a uno stesso docente». Per italiano, ad esempio, la cattedra è già stata portata da 15 ore a 18, e sono state aggiunte anche 6 ore si supplenza; per matematica le ore ordinarie sono state aumentate da 9 a 12 «ma non è possibile aumentare le ore di insegnamento per tutte le materie».

Comunque - osserva l’assessore regionale all’Istruzione, Cristina Grieco - alle isole può andare incontro la riforma della buona scuola: «Grazie all’autonomia scolastica, i dirigenti possono utilizzare le ore in più di insegnamento per potenziare le materie principali e garantire, almeno per italiano e matematica, lezioni separate per alunni di prima, seconda e terza perché effettivamente non è semplice insegnare in una multiclasse. Detto questo, non è possibile aspettarsi un intervento della Regione sugli organici della scuola, che sono una competenza esclusiva del ministero». Ma anche l’intervento del ministero, ad esempio attraverso l’Ufficio scolastico regionale - osserva Bacaloni - non può garantire la continuità didattica. La presenza degli insegnanti: «Noi possiamo nominare gli insegnanti, ma non possiamo accompagnarli la mattina al traghetto. Se non si imbarcano o se non si possono imbarcare perché il mare è mosso, non ci possiamo fare nulla. E non possiamo neppure organizzarci in modo tale da assicurare il supplente appena il titolare della cattedra manca per un giorno, come vorrebbero i gigliesi. Con i numeri dell’isola non è possibile. Altrimenti - insiste Bacaloni - dovremo adottare lo stesso atteggiamento anche per i piccoli Comuni montani dove abbiamo problemi analoghi». A Zeri, sopra Carrara, ad esempio, «d’inverno la neve isola il paese: il posto più vicino è a 20 chilometri; lo stesso succesde a Vagli in Garfagnana, nel Casentino, sull’Amiata». Non a caso, Uncem - l’Unione dei Comuni montani - all’Ufficio scolastico regionale ha inviato un elenco di interventi per assicurare insegnanti e classi in decine di paesi, da San Marcello Pistoiese a San Cassiano di Controne, in Lucchesia. Proprio perché la situazioni di questo tipo sono tante, Bacaloni sottolinea come siano necessarie soluzioni alternative all’insegnamento tradizionale. E accenna all’utilizzo della tecnologia. Concorda Oreste Giurlani, presidente di Uncem. Che cita come esempio non un paese montano, ma un’isola. La Capraia: «Qui si riesce a mantenere la scuola aperta proprio grazie alle lezioni a distanza in videoconferenza, con il prof che insegna da un’altra parte, anche se il traghetto non arriva. È questo il futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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