Il Tirreno

Livorno

Ex Dole, il Tar dà torto all’Authority ma il nuovo terminal crociere resta

di Mauro Zucchelli
Ex Dole, il Tar dà torto all’Authority ma il nuovo terminal crociere resta

La Mediterranea (passata ora alla Cft) aveva chiesto l’affidamento dei magazzini rimasti in uso alla Cilp «La firma del segretario anziché del presidente? Solo una prassi per sveltire l’iter, era accettata da tutti»

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LIVORNO. Potrebbe essere un paradigma del funzionamento della giustizia, e nemmeno un caso tanto scandaloso se è vero che stiamo parlando di una storia che mette le radici due anni e mezzo fa: nel frattempo il fabbricato al centro dell’attenzione è stato trasformato nel secondo terminal crociere (ad opera della Porto 2000 che intanto è in fase di privatizzazione) e la società ricorrente ha cambiato proprietà. Fatto sta che il Tar ha dato torto all’Authority riguardo al ricorso presentato da Mediterranea Trasporti per ottenere in affidamento i magazzini ex Dole.

Nel mirino è l’utilizzo di due aree dell’ex magazzino frutta all’Alto Fondale (l’una da 577 e l’altra da 2.741 metri quadri): la Mediterranea le chiedeva per poterci depositare provvisoriamente «alcune partite di cellulosa avendo esaurito la società le aree di stoccaggio nella sua disponibilità»; la Cilp, secondo quanto risulta dalla sentenza, le occupava «sulla base di una concessione scaduta». Lungo tutto il corso del 2013 la Mediterranea ha contestato all’Authority l’affidamento alla Cilp di «un’area di 13.324 metri quadri all’interno del magazzino ex Dole».

Ecco che paradosso si aggiunge a paradosso se pensiamo che la nuova proprietà della Mediterranea è la maxi-coop fiorentina Cft, che in certo qual modo, sebbene in modo meno stringente che in passato, è alleata dei portuali in tanti affari.

In realtà, una volta liberato, l’Authority ha dato il fabbricato alla sua controllata Porto di Livorno 2000 per farne un terminal operativo per il traffico croceristico sulla base di quanto deciso del nuovo Prg.

Dal quartier generale dell’Authority minimizzano la portata della sentenza: il pronunciamento del Tar si riferisce a provvedimenti relativi a una anticipata occupazione mentre la Porto 2000 poi quel fabbricato l’ha avuto in concessione. Dunque, – si ripete da Palazzo Rosciano – non c’è il rischio che il secondo terminal crociere, quello realizzato all’Alto Fondale, possa esser in qualche modo cancellato.

Argomentando nelle motivazioni il loro ragionamento, i giudici amministrativi se la prendono con il fatto che gli atti sono stati firmati dal segretario generale anziché dal presidente come invece sarebbe stato necessario. A ciò si aggiunga che non vale la sottolineatura della destinazione dell’area a traffici croceristici: per il Tar questo non significa niente in termini di spostamento delle competenze dal presidente al segretario e, in secondo luogo, i giudici rilevano che nel Prg portuale l’Alto Fondale sarà utilizzato alle navi da crociera ma in via preferenziale e non esclusiva.

Peraltro, da fonti di primo piano dell’istituzione portuale viene sottolineato che a Livorno è da tempo in vigore un accordo con l’ok unanime del comitato portuale, comprese le categorie economiche, per cui una serie di atti vengono abitualmente firmati dal segretario generale in nome di una sorta di velocizzazione dell’iter, di sburocratizzazione della pratica.

«Si tratta di una prassi corrente per il miglior funzionamento degli uffici, – dice il segretario generale Massimo Provinciali – non c’è nessun favoritismo».

Cosa faranno adesso a Palazzo Rosciano? Saranno probabilmente rifatti gli atti, stavolta con la firma del presidente per evitare equivoci e fraintendimenti, con possibili strascichi di fronte alla giustizia amministrativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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