Il Tirreno

Livorno

M5S: «Diciamo no a nuove aree meglio ristrutturare»

Il consigliere Esposito: «Siamo contrari al project financing e all’intensità di cura. Il progetto Mariotti? Andrebbe rivisto»

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LIVORNO. No al project financing, quindi no alla costruzione di nuovo ospedale in un’eventuale nuova area diversa da Montenero. E no al modello dell’intensità di cura, quindi no al vecchio progetto Mariotti, a meno che non sia in parte rivisto. Sì, invece, a una maxi ristrutturazione dei vecchi padiglioni dell’area di viale Alfieri.

C’è ancora una lunga sfilza di no nell’elenco che martedì pomeriggio i cinque stelle presenteranno a sindaco e assessori nel corso del consiglio comunale sulla sanità. Al momento non tutte le posizioni interne sembrano coincidere, ma Daniele Esposito prova a fare un po’ di chiarezza sulle linee guida del gruppo, o almeno di una buona parte dei consiglieri M5S, rispetto al delicatissimo capitolo ospedale.

«Intanto non sarà costruito alcun nuovo ospedale, siamo contrari», ripete Esposito. «In consiglio – avverte – non passerà mai niente del genere. Come Movimento 5 Stelle non concepiamo il sistema del project financing, quindi che si costruisca un ospedale nuovo a Montenero o a Shangai poco cambia. Forse si può costruire uno stadio col project financing, non certo un ospedale...». E chiude: «Se proprio si volesse parlare di realizzazione di un nuovo presidio, bisognerebbe che prima la Regione si presentasse con 250 milioni di euro in mano, senza bisogno dei privati...».

I 5 Stelle, insomma, smentiscono sul nascere le voci di possibili aree alternative e dicono no alle sollecitazioni arrivate anche dalla diocesi, contestando alla base l’operazione finanziaria che avrebbe dovuto portare alla realizzazione del nuovo presidio a Montenero. Operazione che fu ben descritta nel giugno del 2013 in commissione consiliare dall’allora direttore amministrativo dell’Asl, Gabriele Morotti: il pacchetto Montenero valeva complessivamente 266 milioni, considerando il nuovo ospedale chiavi in mano (quindi anche le attrezzature mediche e le tecnologie informatiche, che erano fuori dal bando) e lo spostamento delle rsa Pascoli e villa Serena al IV e V padiglione. Circa 190 milioni di questi erano relativi all’appalto per la costruzione dell’ospedale: 109 anticipati dalla Regione attraverso un fondo di rotazione, gli altri 81 messi dal privato, che per 34 anni avrebbe poi gestito i servizi a supporto dell’attività sanitaria (dalle pulizie alla mensa) prendendo dalla Asl 33 milioni all’anno.

I 5 Stelle oggi ribadiscono il loro no, come dicono no al modello dell’intensità sicura: «Ecco perché andrebbe modificato il piano Mariotti che prevedeva l’abbattimento del quarto, quinto e sesto padiglione in favore della costruzione di un monoblocco». Quindi: «Chiediamo un piano di ristrutturazione dell’ospedale esistente», ripete Esposito.

Ora la palla torna, anzi resta, nelle mani di Nogarin che domani riunirà la conferenza dei sindaci e che, soprattutto, martedì incontrerà a Firenze l’assessore Saccardi proprio per parlare dell’ospedale.

O meglio, per provare a chiudere il vecchio accordo di programma con la Regione e l’Asl e arrivare a siglarne uno nuovo. Visto che a oggi, a un anno dalle elezioni, gli atti che prevedono la costruzione del presidio a Montenero risultano ancora tutti in vigore.

Juna Goti

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di Redazione web