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«Io, disabile in lotta contro le ingiuste trattenute dell’Inps»
Negli ultimi mesi Maurizio Melis ha ricevuto solo 500 euro «Colpa di un errore burocratico risolto con tempi lumaca»
LIVORNO. «Non posso svendere la mia dignità per avere qualcosa che mi spetta. Ho difficoltà a pagare l’affitto perché mi stanno trattenendo soldi miei». Fatica a contenere la rabbia Maurizio Melis, 56enne nato a Cagliari ma livornese d’adozione, mentre racconta al Tirreno l’ingarbugliata vicenda in cui è vittima di un errore burocratico che si ripercuote sulla pensione di inabilità. Lui, poliomielitico dall’età di 8 mesi, si batte da sempre per l'indipendenza dei disabili, ma adesso il disservizio dell’Inps gli sta complicando la vita.
Il racconto di Maurizio parte dal 2008, da quando cioè lavorava nel comune di Cascina per la Sepi, la società delle entrate locale. «Nel 2012 - spiega Melis - mi sono spostato presso la sede di Pisa, dove sono rimasto per un anno. Poi le mie condizioni di salute si sono aggravate, perciò nel 2013 ho smesso di lavorare e ora sono un dipendente ex Inpdap, sotto l’Inps, anche se c’è ancora la gestione separata».
Dal 2013 Maurizio percepisce una pensione di inabilità: «Sono passato da uno stipendio di circa 1200 euro al mese a 900 euro». Sulla stessa pensione Maurizio attiva poi una cessione del quinto (una forma di prestito il cui rimborso avviene attraverso l’addebito della rata sulla busta paga o, appunto, sulla pensione). «Mi trattenevano circa 250 euro - fa presente Melis - quindi mi rimanevano su per giù 650-700 euro». Nel marzo scorso Maurizio chiude quella cessione del quinto e ne apre un’altra con una rata di poco più bassa: «Il risparmio era di circa 50 euro al mese. Non un granché, ma pur sempre un risparmio».
E qui iniziano i problemi. La finanziaria a marzo comunica all’Inps l’estinzione della prima cessione. Ciò nonostante, l’istituto continua a trattenere la rata del prestito estinto per i mesi successivi. La situazione si complica ancora ad agosto, quando entra in vigore la nuova cessione, senza che l’Inps abbia smesso di conteggiare la precedente. «Risultato - chiosa Maurizio - mi arrivano appena 500 euro di pensione. Avevo fatto una operazione per risparmiare 50 euro al mese, per ritrovarmi invece con ulteriori 200 euro in meno».
Maurizio si reca più volte all’Inps per protestare: «Mi dicono che è una questione tecnica, un problema burocratico. E cercano di tranquillizzarmi spiegandomi che la finanziaria mi restituirà in futuro le somme che loro stanno trattenendo per errore. In effetti il mese scorso mi sono arrivate le rate di aprile, maggio e giugno. Ma il problema resta, perché ad oggi io non so se e quando riceverò gli altri arretrati. C’è differenza tra avere quei soldi ora o in futuro, perché l’affitto di casa, che mi costa 600 euro, non aspetta certo i tempi dell’Inps».
Nei giorni scorsi dall’istituto hanno fatto sapere che il problema è stato risolto. Intanto però anche per settembre la pensione è stata di 500 euro: «Per mesi ho vissuto in una incertezza ingiusta - conclude Maurizio - Sono contento se adesso l’Inps rimedierà al disservizio, ma sicuramente poteva farlo in modo più tempestivo e non a distanza di sei mesi di tempo».
Giorgio Carlini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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