Il Tirreno

Livorno

Show di auto da amarcord nel nome di Nuvolari

Roberto Riu
Show di auto da amarcord nel nome di Nuvolari

Il Gran Premio Nuvolari torna a Livorno dopo quattro anni e incanta un pubblico di appassionati: quasi 350 auto storiche

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LIVORNO. Quasi 350 auto del passato sono state le protagoniste alla Rotonda di Ardenza del Gran Premio Nuvolari organizzato in collaborazione con il Topolino Club Livorno: è la gara di regolarità per auto storiche che porta il nome di un pilota leggendario. La manifestazione automobilistica è partita da Mantova, la città dove Nuvolari è nato, e poi in Toscana ha tocca anche Aulla, Forte dei Marmi, Pisa, Volterra, Siena ed Arezzo per poi arrivare a Rimini, sull'Adriatico, e rientrare a Mantova domenica.

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Il Gran Premio Nuvolari è tornato a passare da Livorno dopo quattro anni: negli anni '30 Nuvolari si può dire che era di casa da queste parti ed in particolare sul famoso Circuito di Montenero che è stato percorso dalle vetture partecipanti passando anche per la spettacolare curva a lui intolata al Castellaccio. Oltre a rievocare la figura del “Mantovano volante”, così era soprannominato Nuvolari, il Gran Premio rivestiva anche in notevole interesse culturale: le 338 vetture iscritte erano di epoca compresa fra il 1923 ed il 1969.

Guardarle era, in pratica, come sfogliare le pagine di un libro di storia dell'automobilismo: pensiamo, ad esempio, all'evoluzione dello styling dove dalle vetture con parafanghi separati e predellini si è passati a quelli sempre più raccordati con il corpo della vettura arrivando infine alla carrozzeria tipo “ponton” in cui le fiancate diventano lisce e scompare del tutto la separazione dei parafanghi. Fra le vetture più intriganti, in mezzo a tante Jaguar, Bentley, Bugatti, Lagonda, Porsche, Mercedes, Lancia, Alfa Romeo e Fiat, spiccavano una maestosa Rolls Royce 20/25 DHC color amaranto ed una enorme Chevrolet Impala Convertible del 1958, un classico esempio di dream car americana così come la Chevrolet Corvette del 1960, mentre la Aston Martin DB5 ci ricorda le imprese di James Bond in “Missione Goldfinger”. Ma gli applausi del pubblico erano tutti per le Ferrari e le Maserati.

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