Gioco
Scopertone. L’Universo gira ‘ntorno a una rotatoria
E non una qualsiasi, quella nova ai 4 Mori. Soddisfazione de’ vigili: “Ora si potrà fa’ le murte alle stelle ‘adenti”
Clamorosa scoperta scientifica che rivoluzionerà ir modo d’intendere le cose come le conosciamo (anche se non le conosciamo). “L’Associazione Assessori Ar Traffico di Tutto ir Mondo Uniti” ha finanziato ieri una ricerca che ‘n serata è arrivata a uno strabiliante risurtato sur cosmo che confuta ogni certezza stabilita ner Creato. L’Universo, ‘nfatti, girerebbe (fino a giovedì si pensava solo che “si espandesse”) e girerebbe ‘ntorno a una rotatoria – nella fattispecie quella de’ 4 Mori. Sarebbe quello, per gli scienziati, ir perno di tutto l’Universo. La risposta è stata ottenuta incrociando i dati der Telescopio Spaziale Hubble cor numero di tramezzini venduti ne’ barrini intorno alla rotatoria (aumentati sostanzialmente ‘n questi giorni perché la gente ‘n macchina ci mòre di fame per transità dar Porto). Grande entusiasmo de’ vertici der Comune e soprattutto dello stato maggiore de’ vigili urbani che hanno subito commentato: “Ora si potrà mette’ l’autovelox per le stelle cadenti, con questa novità sono sotto la nostra giurisdizione… Prevediamo murte astronomiche”. Diciamo la verità, ir Comune ci sta preparando ai nuovi limiti di velocità europei: 30 (a esagerà) ne’ centri urbani. Riempiendo d’ostacoli la viabilità (bue, gimkane, lavori ‘n corso senza i lavori, rotatorie maori, salti con l’asta) 30 all’ora diventerà un sogno… irraggiungibile. Claudio Marmugi
La mission, la vision e ir know how...
Oimmèna, io un ce la fo mia, sai. No, dio, io un ce la fo mia a sentì cose come ‘meritocrazia’ , ‘rivoluzione meritocratica’, ‘il mondo viaggia sul web’, ‘ce lo chiede la new economy’, 'il futuro è nella flessibilità' e tutte le frasi fatte e i luoghi comuni che accompagnano le novità che ogni nostro governo, sempre ottimista ci mancherebbe, o che i soliti espertoni che cianno la mission e cianno la vision (e ce l’hai sì le vision, ma anche belle forti, vedrai tu ti facessi meno piste di coca un ce l’avresti!) ci propinano. E io, siccome più invecchio e più mi viene ir carattere di Ligabue - no ir cantante, ir pittore - non li reggo più nessuno. Fra l’altro, a me m’avrebbero anche un pochino scocciato quando li sento dì che bisogna far studiare ai ragazzi quello che le aziende richiedono, (dice serve per lavorà, seondo me serve per non penzà) perché continuo a ritenere che forse i filosofi greci non avevano né la mission né la vision e capace neppure il know how, ma seondo me eran meglio uguale di tanti imprenditori che hanno ridotto il mondo in queste condizioni. Non cambierei nessuna delle intuizioni su come frodare il fisco di questi figuri con quelle di un Democrito o di un Aristotele e all’ottimismo sfrenato dei nostri governanti zuzzurelloni preferisco quei viaggi d'acqua di Leopardi e Pavese. Lo so, non uso. Pazienza. Paola Pasqui
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Matteino “enfant terrible”
Ma Renzino da piccino 'me sarà stato? Io, un politi'o dinami'o così un l'ho mai visto. Lo guardo anche con tenerezza perché ha l'età de' mi' figlioli, e siccome io di politici n'ho visti tantissimi, un certo giudizio lo posso da'. Me lo 'mmagino nato a Livorno, in quarche rione popolare, cor ciuccino 'n bocca, colla su' mamma colle 'ampanelle all'orecchi e 'braccialetti che, ar Carnevale in Piazza della Repubbri'a mascherato da Napoleone, vedendolo 'osi tremòto ni dice:" Fermati bottino! Ma cosa ciài l'argento vivo addosso? Nato da 'n cane un istai mai fermo!". E lui digià a comanda' i su' amici e a vole' fa' come ni pare. Perché, son convinto, lui un ha gio'ato cor meccano, ma colla 'Ostituzione; e un guardava Mazzinga alla tivvù, ma "Oggi ar parlamento". La su' 'arriera è stata forgorante e la su' ambizione in fatto di mezzi di lo'omozione incontenibile: è passato dar risciò, alla Smarte, all'aerei. Dice che ora vòle l'"airforceuanne" come Obama per anda' a giro senza fermassi a fa' cherosene, perché "chi si ferma è perduto" e "chi ha tempo un aspetti tempo". Dice che leverà l'IMU dalla prima 'asa. Speriamo che un ci levi proprio la prima 'asal Consalvo Noberini
E’ zibillo di scuole di teatro
Lo sai cosa fò? Guasi guasi voglio aprì una bella scuola di teatro a Livorno, tanto ‘un ce n’è. Cosa vuoi che sia, una più una meno… Quante ce ne sono ora? Diciotto? Guarda, allora n’apro due: così si fa venti, conto pari e non se ne parla più. Certo, dé, siamo un popolo di navigatori, poeti, allenatori, politici, registi, cuochi, ‘ntenditori di tutto, stilisti, cantanti, maratoneti, pittori, ‘ngegneri aerospaziali, sindaci e anche… attori. C’è più scuole di teatro a Livorno che scuole dell’obbligo. Tutto perché il livornese è “attore” dentro. Sapé recità, al livornese, ni serve a tutto nella vita: quando nega d’avecci i debiti,quando rinnega la ganza, quando dice “Bello, a pagà passo domani…” o quando, meccanico professionista ti fa “E’ tutto apposto, tranquillo, quel lavoro che ni dovevo fare, è pronto” (e ‘un l’ha nemmeno iniziato) ma soprattutto, il livornese è attore quando letìa. Ir mitico “Hai detto a me? Ehi. Ma dici a me? Stai parlando con me?” di RoberDeNiro in “Tassidraiver” davanti allo specchio diventa una giacchettata in confronto ar nostro: “Palle, ce l’hai con me? Ma chie? Io? La mi’ mamma? La tua, semmai” del livornese De Niro, ma più che artro Dé, senza Niro. Gino ir Mattatore
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Giorno dopo giorno siamo sempre più scemi
Che io mi ricordi, la gente, ir popolo, ir vulgo, la massa, ha sempre creduto a tutto. Non parlo di promesse politiche o elettorali, per quelle dé, nei secoli de’ secoli, non c’è rimedio. Mi riferisco alle ‘ose ‘mbecilli tipo le ‘atene di Sant’Antonio che negli anni ’80 t’arrivavano a casa scarabocchiate a mano dar serial killer der tu’ vicino di ‘asa con l’ammonimento “Scrivine altre 10 o morirai prestino” o ir malocchio o altro. Adesso, nell’era digitale, dove con un click potresti sgamà qualsiasi truffa e verificare qualsiasi notizia in un nanosecondo, invece di migliorà, la situazione, è peggiorata. La gente crede ancora di più di prima a tutto. Peggio delle leggende metropolitane. Ir segno della fine sono i crescenti blog di false notizie ‘ndove la gente cerca conferma alle su’ credenze. Ci sono blog che si spacciano per giornali che pubblicano (inventano?) solo notizie coi Rom, li zingheri, gli immagrati, i profughi – che rubano, squartano, sparano, senza però nessun riscontro preciso. Cioè, come si fa a credere, mi domando, a una notizia scritta sostanzialmente in questa maniera: “E sicché, erimo lì, s’era io , lui, quell’artro, a un certo punto, a una cert’ora, proprio di quel giorno lì, si insomma avete capito, dé, t’è arrivato uno che vedrai era scuro, ma scuro forte, era tipo un Emmigrato, vedrai, sì, era degli Emmigrati Arabi e s’è messo a rubà tutto, ma poi sono arrivati i pincher-rottawailer der padrone di casa di turno che l’hanno acciuffato e l’hanno sciolto nell’acido (o nel chinotto). Bene. Ni ci sta bene”. Si. E noi siamo sempre più scemi e… Bene. Ci sta proprio bene. Claudio Marmugi
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