Il Tirreno

Livorno

L'imbroglio vigliacco che umilia

di Cristiana Grasso

La vergogna per essere caduto nella trappola può essere più forte dell’odio e può far sentire colpevoli anziché vittime

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Gli occhi delle persone anziane come gli occhi dei bambini, possono intenerire fino allo struggimento. Parlano anche senza parole, si velano facilmente di lacrime, non sanno fingere e svelano una fragilità straziante. Ma chi li truffa, come chi li picchia e chi li maltratta, non si lascia commuovere e anzi sogghigna incrociando quegli sguardi indifesi, individuando la preda, pianificando il raggiro, pregustando la violenza perché di violenza comunque si tratta. Forse non si commuoverebbe neppure ad incrociarli “dopo” quegli sguardi: smarriti, spenti, dopo l’imbroglio che umilia, stordisce, avvelena, fa sentire morti dentro e a volte fa morire, di dolore e di vergogna.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12119717:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/19/news/truffata-e-morta-pochi-giorni-dopo-uccisa-dal-dolore-1.12119717]]Con una dignità che fa tremare il cuore il signore di quasi cent’anni racconta di come quell’uomo incontrato al supermercato sembrasse una persona per bene, diceva di volerlo aiutare, gli ha portato in casa la spesa pesante, in cucina pieno di gratitudine nonno Gino gli ha offerto l’aranciata e intanto lui gli rubava il portafoglio. Si maledice per essere stato così ingenuo, maledice la vecchiaia e non maledice nemmeno una volta quel truffatore infame e vigliacco. Perché la vergogna per essere caduto nella trappola è più forte dell’odio e fa sentire colpevoli anziché vittime. Si malediva anche la signora Grazia, vittima di un raggiro simile, forse vittima degli stessi criminali che hanno messo di mezzo il signor Gino.

Anche Grazia ha aperto a una sconosciuta gentile e servizievole la porta della sua casa, del suo mondo, dei suoi ricordi. Si è fidata, è stata derubata, ha provato un dolore infinito, la solita vergogna, la sensazione di aver perso tutto il passato, la lunga vita che stava anche in quegli oggetti rubati, mentre di futuro non ce ne è più abbastanza. Dopo due settimane Grazia è morta. Nessun referto potrà provare che sia stata la truffa ad ucciderla ma si sa che, come tutti gli altri anziani imbrogliati, si lasciava mangiare dentro da un assurdo senso di colpa e dall’umiliazione. Alla fine si è arresa e ha chiuso per sempre gli occhi di bambina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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