Il Tirreno

Livorno

Il grande abbraccio alla storica guida degli infermieri

di Roberto Riu
Il grande abbraccio alla storica guida degli infermieri

Folla in ospedale per suor Ernesta Alberto in pensione dopo 30 anni da formatrice del personale

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LIVORNO. Era stracolma di gente la chiesa dell’ospedale dove ieri pomeriggio è stata celebrata una messa per salutare suor Ernesta Alberto che è andata in pensione dopo quasi trent’anni di servizio all’interno della struttura ospedaliera livornese come formatrice del personale infermieristico. Ed erano davvero tanti gli allievi e gli infermieri, un tempo suoi studenti, che non sono voluti mancare a questo appuntamento che, come si può leggere accanto, segna pure il momento conclusivo di un percorso di carità e di assistenza protrattosi qui a Livorno per oltre un secolo, con l’opera delle suore di San Giuseppe Cottolengo.

Alla messa, presieduta dal vescovo monsignor Simone Giusti, ha partecipato il parroco dell’ospedale, don Placido Bevinetto, mentre la celebrazione è stata accompagnata dai canti dalla Corale polifonica “Giovanni Sedda” dell’associazione culturale sarda Quattro Mori.

La cerimonia è terminata con gli interventi di saluto del direttore generale dell’Asl 6, Eugenio Porfido, di un componente del personale infermieristico e della stessa suor Ernesta, che ha voluto congedarsi da chi l’ha seguita in tutti questi anni nella sua attività di insegnamento guardando sempre alla centralità del malato, di colui che vive la sofferenza.

Moltissime sono state anche le testimonianze di gratitudine che la stessa suor Ernesta ha ricevuto nel corso degli ultimi giorni da parte di chi non ha potuto essere presente all’appuntamento ma ha voluto comunque far sentire il proprio affetto nei confronti di quella che per tanti è stata una vera e propria guida sia spirituale che professionale.

Nata nel 1944 a Garessio (Cuneo) suor Ernesta prende i voti nel 1972 entrando nell’Istituto delle suore San Giovanni Cottolengo a Torino. Ha poi lavorato presso l’ospedale Cottolengo di Torino ed in quello di Cuarnier di Ivrea.

Risale al 1980 il suo trasferimento a Pisa, dove ha insegnato per otto anni per passare quindi a Livorno, dove è rimasta sino ad oggi: negli anni ha conseguito il titolo di caposala, il diploma di universitario di dirigente dell’unità infermieristica e la specializzazione in bioetica, oltre alla laurea in scienze dell’educazione.

Dal 1990 le è stata affidata la scuola per infermieri professionali attivata presso l’ospedale di Livorno (in base alla legge istitutiva del 1925) e che nel 1996 diventerà un corso decentrato dell’Università di Pisa: degli oltre duemila suoi allievi seguiti in tutti questi anni molti esercitano la professione a Pisa, ma pure in altre città d’Italia e all’estero (Gran Bretagna, Germania, etc.).

E nel suo ruolo di insegnante non è mancata anche qualche difficoltà, almeno in un primo momento, per far accettare l’abito che portava.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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