Gioco
Bolidi d’epoca in corsa sul circuito di Montenero
Tappa livornese per la storica competizione dedicata al celebre pilota Alla Rotonda di Ardenza hanno fatto base 350 ammiratissime vetture
LIVORNO. Lo spettacolo di quasi trecentocinquanta vetture del passato ha attratto molto pubblico ieri mattina alla Rotonda di Ardenza dove, in collaborazione con il Topolino Club Livorno, si è potuto assistere al passaggio del Gran Premio Nuvolari, la gara di regolarità per auto storiche intitolata ad uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.
C'erano tanti livornesi, in gran parte attrezzati con I-pad e telefonini per riprendere l'arrivo delle auto, ma c'erano anche diversi fotografi professionisti e televisioni private da mezza Toscana, segno evidente di un notevole interesse mediatico per una manifestazione automobilistica partita da Mantova (città natale di Nuvolari) e che poi si è snodata nella nostra regione toccando anche Aulla, Forte dei Marmi, Pisa, Volterra, Siena ed Arezzo per poi arrivare a Rimini, sull'Adriatico, e rientrare a Mantova domenica.
In particolare il passaggio da Livorno (tornato dopo quattro anni) rivestiva un forte carattere evocativo: negli anni '30 Nuvolari si può dire che era di casa da queste parti ed in particolare sul famoso Circuito di Montenero che è stato percorso dalle vetture partecipanti passando anche per la spettacolare curva a lui intolata al Castellaccio.
Oltre a rievocare la figura del “Mantovano volante”, così era soprannominato Nuvolari, il Gran Premio rivestiva anche in notevole interesse culturale: le 338 vetture iscritte erano di epoca compresa fra il 1923 ed il 1969.
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Guardarle era, in pratica, come sfogliare le pagine di un libro di storia dell'automobilismo: pensiamo, ad esempio, all'evoluzione dello styling dove dalle vetture con parafanghi separati e predellini si è passati a quelli sempre più raccordati con il corpo della vettura arrivando infine alla carrozzeria tipo “ponton” in cui le fiancate diventano lisce e scompare del tutto la separazione dei parafanghi.
Fra le vetture più intriganti, in mezzo a tante Jaguar, Bentley, Bugatti, Lagonda, Porsche, Mercedes, Lancia, Alfa Romeo e Fiat, spiccavano una maestosa Rolls Royce 20/25 DHC color amaranto ed una enorme Chevrolet Impala Convertible del 1958, un classico esempio di dream car americana così come la Chevrolet Corvette del 1960, mentre la Aston Martin DB5 ci ricorda le imprese di James Bond in “Missione Goldfinger”. Ma gli applausi del pubblico erano tutti per le Ferrari e le Maserati.
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