Gioco
Virus zanzara tigre, disinfestazione ok «Bene la prevenzione»
Il medico: «I pazienti sono guariti, ora i rischi sono minimi» Oggi in via Liverani ultimo intervento per bloccare il contagio
LIVORNO. Procede come da programma la disinfestazione da zanzare tigre in via Liverani, dove abitano le due persone che, in occasione di un recente viaggio in Messico, hanno contratto la “chikungunya”, virus caratterizzato da febbre alta e forti dolori alle articolazioni. Per scongiurare il rischio di una trasmissione del virus agli abitanti e ai frequentatori della zona, tramite la puntura delle zanzare tigre (che rappresentano un importante vettore per questa malattia), mercoledì il sindaco Nogarin aveva emanato una ordinanza urgente disponendo la disinfestazione condotta dai tecnici di Aamps in via Liverani, in un raggio di 300 metri dal punto in cui risiede la coppia che si era ammalata.
L’intervento è cominciato nei giorni scorsi e si concluderà con l’ultima parte di disinfestazione che sarà effettuata questa notte. Gli addetti Aamps, tutti riconoscibili mediante tesserino, hanno eseguito l’operazione di disinfestazione delle zanzare adulte in parchi e giardini pubblici ma anche in aree private e nelle fognature pubbliche. In via Liverani, peraltro, c’è anche l’asilo nido “Villa Liverani”, aspetto che ha reso ancora più urgente l’ordinanza del Comune. Ma dato che gli interventi si sono tenuti durante la notte, al mattino seguente non si è registrato alcun problema per l’ingresso dei bambini dentro la struttura. Stesso discorso per i residenti della zona, per i quali i disagi sono stati minimi.
Sulla vicenda è intervenuto anche il dottor Spartaco Sani, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Asl, che ha fatto il punto sulle condizioni di salute delle due persone che hanno contratto il virus chikungunya: «I pazienti - spiega Sani - sono giunti alla nostra osservazione subito al rientro dal viaggio in Messico, quando la sintomatologia clinica era di fatto risolta. Dato che la possibilità di trasmettere il virus alle zanzare tigre, che poi possono passare l’infezione ad altre persone, è limitata al periodo febbrile, l’eventualità che la trasmissione avvenga è bassissima, se non inesistente. I due pazienti stanno bene - aggiunge il medico - hanno avuto una forma blanda, che per questo motivo non è stata facile da diagnosticare. La disinfestazione è obbligatoria e opportuna, ma nessun allarmismo: in questo contesto non ci sono rischi reali di diffusione della malattia».
Il direttore dell’Unità operativa sottolinea che «la febbre da chikungunya è una malattia virale trasmessa da zanzare del genere Aedes, molto diffusa nelle regioni tropicali asiatiche e nel centro America».
«Si manifesta con febbre - prosegue Sani - dolori articolari anche importanti ed eruzioni cutanee. Nell’arco di al massimo una decina di giorni solitamente tutto si risolve». Il medico rivela inoltre come questi non siano stati i primi casi diagnosticati a Livorno: «Il primo episodio c’è stato nel marzo del 2006: aveva interessato una signora livornese che aveva trascorso un periodo di vacanza in Madagascar. Da allora - continua - abbiamo diagnosticato diversi casi sia di chikungunya che di dengue, altra malattia con le stesse caratteristiche cliniche, di diffusione geografica e modalità di trasmissione, sempre esclusivamente in persone al ritorno da viaggi e tutti a evoluzione benigna. Esiste la possibilità - ammette il medico - che questi virus possano essere trasmessi ad altre persone dalla zanzara tigre presente nei nostri territori: nel 2007 nella zona di Ravenna si è verificato un importante focolaio epidemico con oltre 200 casi. Per questo viene fatta la disinfestazione dalle zanzare nella zona di residenza delle persone che hanno contratto l’infezione».
«Chi viaggia soprattutto in paesi tropicali - conclude il direttore - deve essere informato sull’esistenza di queste malattie, sulle precauzioni da prendere durante il viaggio e su come comportarsi se al ritorno compare la febbre. Ad esempio, è bene rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o ai centri di malattie infettive per un rapido inquadramento diagnostico. E mai sottovalutare una febbre in queste circostanze, prima di tutto per escludere la malaria che, se non curata rapidamente, può essere mortale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
