Il Tirreno

Livorno

Montenero, permessi a costruire in cambio di terreni per il parco

di Maria Giorgia Corolini
Montenero, permessi a costruire in cambio di terreni per il parco

Piano strutturale, Cagnardi: nella Conca un’area collinare di svago con 5 km di pista ciclabile e pedonale Occhi puntati anche sulla riqualificazione dei quartieri nord. «Ma non c’è più spazio per nuove industrie»

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LIVORNO. Il dibattito politico sul Nuovo Piano Strutturale entra nel vivo e arriva sui banchi della commissione “Assetto del territorio”. Durante l'incontro con i consiglieri, l'architetto incaricato della redazione del piano Augusto Cagnardi ha illustrato alcune delle idee progettuali con cui ridisegnare l'assetto generale della città. Due su tutte: la riqualificazione dei quartieri nord e quella della cosiddetta “conca” di Montenero, il fazzoletto di terra che sta tra via di Montenero, la collina di Monterotondo e il podere Le Bresce.

Quartieri nord. Per quanto riguarda i quartieri nord, infatti, la situazione resta complessa nonostante i piani di recupero: «Sopratutto a nord di Shangai ci sono aree che non sono state ancora riqualificate, nonostante il piano attuale lo prevedesse: lì si è costruito un po' a caso e c'è di tutto», spiega Cagnardi, che sottolinea la necessità di proseguire sulla strada del recupero e di una riqualifica che comprenda anche l'ex Stazione San Marco.

Stop nuove industrie (se non a Guasticce). Altra - spinosissima - questione è quella della promiscuità tra impianti industriali nocivi per la salute e abitazioni: Cagnardi sarebbe per spostare le industrie. Da rinviare alle prossime fasi di lavoro l'individuazione dei luoghi per le delocalizzazioni (nonché lo spinoso problema delle bonifiche): quel che è certo è che per Cagnardi «la città di Livorno non può più sopportare nuovi insediamenti industriali, a meno che non si rompa il tabù delle zone a nord dell'Aurelia», motivo in più per accelerare e potenziare la collaborazione con il Comune di Collesalvetti per sfruttare appieno le potenzialità industriali della piana di Guasticce. D'accordo l'assessore Alessandro Aurigi che definisce la riqualificazione dei quartieri nord “una priorità” della giunta.

Fuoti (M5s) dice no. Questioni antiche su cui interviene il consigliere 5 selle Giovanni Fuoti, che proprio tra i comitati ha iniziato la propria attività politica: «Finché il Piano non parlerà di delocalizzare le aziende a rischio incidente rilevante - dice - non avrà il mio voto».

Un parco a Montenero. La riqualificazione della conca di Montenero e la sua riconversione a parco pubblico - sebbene l'intenzione fosse già inserita nel vecchio piano strutturale - non è mai stata sviluppata a pieno. Di cosa si tratterebbe? Il Comune permetterebbe ai proprietari interessati dall'operazione di costruire su una piccola percentuale di terreno in cambio della cessione del restante: «Questo ci permetterebbe di acquisire una porzione notevole di territorio a costo zero, di vincolarlo a parco e di dotare Livorno di un'area collinare di svago attrezzata, su cui costruire 5 km di pista ciclabile e pedonale», spiega Cagnardi.

Il progetto potrebbe piacere anche al gruppo consiliare di maggioranza: «Dovremmo però evitare altro cemento - osserva Edoardo Marchetti - magari individuando aree alternative dove far costruire». Sulla stessa linea d'onda anche Aurigi, che ricorda le linee di mandato della giunta 5 stelle sulla “cementificazione zero”.

Da capire, anche qui, il come, visto che l'ipotesi alternativa, quella dell'esproprio, resta impercorribile per ovvie ragioni economiche. Per Marchetti l'alternativa sarebbe vincolare ad uso agricolo la “conca”: «Si vede che non ha esperienza - ribatte Cagnardi - quello agricolo è un sistema di autodefinizione che non fa più riferimento all'azienda agricola e in cui succede di tutto. Basta vedere come si è sviluppato il sistema collinare nonostante non ci fossero previsioni edilizie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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