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Lavoro col bonus: se assumi, la Regione paga
Incentivi alle aziende che prendono disoccupati, donne e giovani laureati e per ricollocare i licenziati a 5 anni dalla pensione. Per Livorno, Piombino e Massa gli aiuti raddoppiano
I primi 65 (ex) dipendenti del call center People Care timbreranno il nuovo cartellino il 21 settembre a Guasticce, Collesalvetti, periferia industriale di Livorno. Gli altri 65 li raggiungeranno il 1° ottobre nella sede del gruppo Comdata. L’ultima mandata, 40 lavoratori, è attesa per il 1°novembre. In totale, circa la metà dei dipendenti del call center chiuso. Dovranno gestire, per una nuova compagnia del gruppo Comdata, una commessa di Seat pagine gialle. Dunque, potranno lavorare. E riscuotere uno stipendio. Contratti a tempo determinato, all’inizio. Poi contratti fissi, secondo gli accordi presi con la politica. Il Governo, certo. E la Regione, soprattutto che si inventa, prima in Italia, i bonus per le assunzioni. La scappatoia anti-disoccupazione.
BONUS DOPPI IN AREE DI CRISI
Gli incentivi alle aziende: mi prendi un disoccupato, un laureato, un pensionando licenziato a pochi anni dalla pensione e io ti do un contributo per alleggerirti il costo del costo del lavoro. Almeno per un anno. Così in tutta la Toscana, ma nelle aree di crisi questo bonus vale doppio. A Livorno, Piombino e Massa Carrara gli incentivi della Regione si sommano a quelli dello Stato.
È così che gli ex dipendenti di People Care - esempio di ricollocazione e riqualificazione del personale - portano in dote al nuovo datore di lavoro un gruzzolo fino a 16mila euro a testa. In primavera, donne e laureati dell’azienda data per spacciata, non erano considerati di alcun valore sul mercato del lavoro. In autunno valgono oro. In queste ore hanno iniziato i corsi di riqualificazione per adeguarsi alle esigenze della nuova azienda.
STANZIATI 5,3 MILIONI
Sono in linea con l’obiettivo degli incentivi per l’occupazione, bando da 5,3 milioni di euro pubblicato a metà luglio dalla Regione. Si tratta di un gruzzolo - destinato come bonus - a tutte le imprese e i datori di lavoro intenzionati ad assumere disoccupati di lunga data (iscritti alle liste di disoccupazione dal 2008), licenziati, ma soprattutto lavoratori di categorie considerate più svantaggiate: disabili, ma anche chi ha perso il lavoro a 3 o 5 anni dalla pensione, alle donne ultratrentenni espulse dal mercato del lavoro, ai laureati o ai ricercatori di solito presi dalle aziende solo come stagisti non retribuiti.
«L’importanza di questo fondo - sottolinea Gianfranco Simoncini, consulente del governatore Enrico Rossi per il Lavoro - è duplice: intanto consente di intervenire in tutta la Toscana sia per alleggerire situazioni di crisi, sia per stabilizzare alcune situazioni e incentivare la trasformazione di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Inoltre, nelle aree di crisi ci consente di raddoppiare gli incentivi statali per le assunzioni».
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1,5 MILIONI ANTI-CRISI
Infatti, per le zone di Massa Carrara, Piombino e Livorno la Regione ha stanziato 1,5 milioni (500mila euro ad area) per incentivare ad assumere: si va dagli 8mila euro l’anno a persona di bonus per un’assunzione in pianta stabile a tempo pieno, fino a 4000 euro se l’assunzione è a tempo determinato per almeno 6 mesi. Considerati i fondi messi a disposizione dallo Stato, gli incentivi nelle aree di crisi industriale possono arrivare fino a 16mila euro a persona (per assunzioni a tempo pieno e indeterminato) in tutti i comuni della provincia di Massa Carrara, a Livorno, Piombino, San Vincenzo, Campiglia, Suvereto e Sassetta, Collesalvetti, Rosignano. «Nelle altre zone - precisa Simoncini - le aziende possono optare fra il bonus assunzione regionale o quello statale perché gli incentivi, fuori dalle aree di crisi non sono sovrapponibili».
INCENTIVI PRO PENSIONANDI
In alcuni casi, però, lo Stato non prevede bonus per le assunzioni. E allora è obbligatorio servirsi dei fondi regionali. «Ai lavoratori licenziati a ridosso della pensione, che sono fra i soggetti più difficili da ricollocare sul mercato - sottolinea Simoncini - ha pensato solo la Toscana, non anche il governo. Quindi, parte dei 5,3 milioni stanziati verranno destinati alle aziende che li assumeranno: 3000 euro per ogni contratto a tempo fisso per chi è a meno di 5 anni dalla pensione; altri incentivi se alla pensione mancano meno di 3 anni». Lo stesso ragionamento vale per le assunzioni di laureati: sono previsti bonus solo regionali (fino a 35 anni per il dipendente e solo per le piccole imprese) che variano da 2000 a 3000 euro l’anno per i laureati (in base al contratto) e da 6500 a poco più di 2200 euro per i dottori di ricerca a seconda che l’assunzione sia a tempo pieno e fisso o parziale e determinato.
SALARIO SOCIALE DA ROMA
«Il sostegno all’occupazione, però - osserva Simoncini - come da tempo sostiene il presidente Rossi - non può essere materia delegata solo alle Regioni. La Toscana si è mostrata all’avanguardia nello studio di molte soluzioni, ma ora tocca al governo adottare un provvedimento decisivo. Rossi suggerisce il salario sociale, compenso ai lavoratori che accettino di essere inseriti in un processo di riqualificazione e formazione professionale, sulla base di indicazioni di una nuova Agenzia del lavoro che agisce conoscendo la domanda delle aziende. Il governo dovrebbe porsi la questione di finanziare questa iniziativa già con la della prossima Finanziaria». Invece di continuare a pagare 19 miliardi di ammortizzatori sociali che, da soli, non servono a ricollocare i lavoratori.
LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ
La Regione si è posta il problema di trovare soluzioni innovative come per People care. E sta sperimentando altre strade. Come i bandi per i lavori di pubblica utilità. Si tratta - precisa Simoncini - di un bando per tutta la Toscana. I progetti ricevuti sono stati 23. La Regione ha messo disposizione 1 milione per pagare fino all’80% di un salario annuo di 8mila euro. «Tuttavia il bando prevede l’assegnazione di 30 punti extra ai Comuni delle aree di crisi (Massa, Livorno e Piombino). Un privilegio dovuto. Ma saranno premiati anche i Comuni che invece di co-finanziare il progetto al 20% investiranno di più, in modo da ampliare la platea delle persone che potranno usufruire di questa possibilità di lavoro». Intanto per il 2015. Poi si vedrà.
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