Il Tirreno

Livorno

Scintille Rossi-Nogarin sugli inviti

Scintille Rossi-Nogarin sugli inviti

Ma in Belgio c’era anche Bacci. Dubbi di Galletti (M5s) sui soldi: «Numeri confusi»

3 MINUTI DI LETTURA





BRUXELLES. Il botta e risposta tra il sindaco Nogarin e il governatore Rossi prosegue anche a Bruxelles. L'ennesima diatriba, raccontata ieri dal Tirreno, era nata da una lettera privata inviata il 10 settembre dal sindaco, che aveva contestato al governatore il mancato invito del Comune per la presentazione agli investitori internazionali della Darsena Europa. Ma «Autorità portuale e Regione Toscana partecipano unicamente in qualità di finanziatori pubblici», è stata - in sintesi - la risposta di Rossi a Nogarin. Aggiungendo: «Il programma non prevede la presenza di alcuna istituzione locale (Comuni e Provincia). L'evento ha infatti lo scopo di presentare la Darsena Europa ad investitori privati eventualmente interessati alla componente di finanza di progetto».

Nogarin ha ulteriormente controbattuto: «Le Istituzioni stanno ai “tavoli” non solo e non tanto perché “finanziano” ma, soprattutto, perché svolgono una funzione di rappresentanza e di contemperamento degli interessi pubblici». E ancora: «Il porto difficilmente può essere concepito come uno spazio separato dal waterfront e dalla città. Ed un qualsiasi soggetto imprenditoriale interessato ad investire le proprie risorse mai si asterrà dal fare valutazioni che prendano in considerazione anche tali aspetti. Il sindaco pro tempore avrebbe potuto, per me dovuto, legittimamente rappresentare in quella sede l’idea di sviluppo di città che stiamo, con fatica a fronte di quello che abbiamo ereditato, portando avanti».

Va detto che a Bruxelles, oltre a Rossi e al presidente dell'Authority Gallanti, c'era anche il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci: «Neanch'io - ha detto Bacci - ho ricevuto alcun invito, ma trattandosi di questioni di enorme importanza per lo sviluppo del territorio era un dovere esserci».

Presenti a Bruxelles anche due consiglieri regionali della maggioranza Mazzeo e Gazzetti del Pd e per l'opposizione la consigliera M5s Irene Galletti.

«In questi due giorni a Bruxelles abbiamo gettato basi importanti del lavoro da portare avanti nei prossimi mesi - hanno detto i due consiglieri del Pd -. Se ci riusciremo sarà per la Toscana un cambio di rotta mai visto prima perché per la prima volta metteremo in piedi un piano strategico di area vasta che abbia come obiettivo lo sviluppo integrato e sinergico di tutte le province dell'area costiera. Questo è un progetto fondamentale non soltanto per Livorno ma per tutta la regione - hanno spiegato Mazzeo e Gazzetti - e non a caso ha visto lo sforzo e l'impegno comune di tutti i livelli istituzionali, da quelli locali fino al governo nazionale. E' dunque quanto mai necessario lavorare adesso alla creazione di un'unica rete in grado di tenere insieme il porto, l'interporto e l'aeroporto senza dimenticare la realizzazione dell'autostrada Tirrenica».

Diversa la posizione della consigliera regionale M5s Irene Galletti. «Chi era a Bruxelles ha potuto ascoltare tre numeri chiave su questo progetto: 1,4 miliardi di spesa complessiva, 200 milioni di compartecipazione regionale, 22 metri di fondale necessario - ha detto Galletti -. Questo scenario richiede, secondo la legge regionale vigente, il percorso partecipativo d'analisi chiamato "dibattito pubblico" e abbiamo provveduto ad avviare tramite i nostri uffici la richiesta relativa».

«Ci aspettiamo un'analisi approfondita in Commissione - ha aggiunto Galletti -. Se infatti siamo senz'altro ben disposti alle parti di questo maxi-progetto che riguardano lo sviluppo ferroviario e l'informatizzazione, vogliamo capire su quali evidenze scientifiche si poggiano le tre premesse che giustificherebbero la darsena nella sua versione gigante: il raddoppio delle merci in transito nel nostro mare, la gestione a norma d'impatto ambientale del dragaggio e della cementificazione previste e infine la sostenibilità finanziaria del tutto. Concentrandosi sull'ultima, Rossi ha parlato di 200 milioni da parte della Regione per un insieme di opere che costerebbe 1,4 miliardi di euro. Il valzer delle cifre non aiuta: quanto costa effettivamente il tutto e quanto si ritiene possano fornire al progetto quegli investitori privati che la presentazione di oggi doveva attirare? Dall'elenco dei presenti abbiamo notato che due terzi erano amministratori pubblici italiani e tra i privati spiccavano piccoli attori dello scenario portuale livornese e la Bank of China. Si rinnova così in noi un dubbio: che si facesse quest'opera faraonica col solo effetto di aumentare l'importazione del manifatturiero cinese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web