Gioco
L'antologia del degrado che umilia i nostri ragazzi
Nella nostra antologia di problemi e disagi del primo giorno della scuola toscana che pubblichiamo in questa pagina c’è un filo rosso che sembra accompagnare tutte le didascalie
Nella nostra antologia di problemi e disagi del primo giorno della scuola toscana che pubblichiamo in questa pagina c’è un filo rosso che sembra accompagnare tutte le didascalie: il mancato o tardivo controllo, la sottovalutazione dei problemi, lo scoprirsi impreparati nonostante la forza ineludibile del calendario. Che la prima campanella sarebbe stata ieri, 15 settembre, non era un segreto custodito chissà dove. Eppure, a Pisa, alle scuole Parmini, gli sos lanciati dalla fiduciaria d’istituto, anche via video, sono rimasti lettera morta: fino a quando, ovviamente, l’avvio delle lezioni è stato rinviato per il secondo cedimento in 24 ore del soffitto. Ed è andata anche bene, a Pisa, dove non c’era nessuno presente in quei momenti; perché a Capannori una studentessa è rimasta ferita ad una mano e ad un braccio: secondo il Comune però è tutto a posto. Speriamo.
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Le altre istantanee del degrado e dell’inadeguatezza si commentano da sole, fino alla beffa dei bambini del pistoiese racchiusi, in 23 più tre insegnanti, in un’aula-loculo di circa 30 metri quadrati; e i pesciolini raffigurati sulla porta, quasi beffardi li fanno tanto assomigliare ad un acquario sovraffollato. Il colmo si raggiunge ad Aulla, dove, nonostante gli annunci sicuramente in buona fede del presidente Rossi lo scorso aprile - «nuove scuole entro cinque mesi», assicurò - a quasi quattro anni dall’alluvione circa 300 studenti di elementari e medie (lo storico edificio che le ospitava fu spazzato via dalla furia del Magra il 25 ottobre 2011) sono ancora nei container. Sono sopravvenuti problemi di bonifica del sito dove sorgeranno i nuovi stabili, spiegano; secondo una delle leggi di Murphy, per stimare i tempi di un qualsiasi lavoro bisogna prendere il tempo che ci si dovrebbe mettere, moltiplicare per 2, e cambiare l’unità di misura. Da cinque mesi a dieci anni? Sarebbe davvero troppo e non vogliamo neppure pensarlo.
Proprio il presidente Rossi ieri nel suo videomessaggio ha sottolineato come il primo giorno di scuola sia l’avvenimento più importante e più bello in assoluto; e ci sta che sulle 22mila classi che ospitano circa 500mila studenti, in alcuni istituti ci siano dei problemi. Ma ciò che indigna è la sottovalutazione: a Livorno, in un paio di scuole c’era l’erba alta stile savana, solo ieri pomeriggio sono andati a tagliarla. A Massa, in tre plessi, la sanificazione dei tubi dell’acqua (dov’erano stati scoperti troppi microbi) è stata fatta a ridosso della prima campanella: tutto sarà in ordine a breve, ma non ieri. Per non parlare del caso mensa, che quasi ovunque mai inizia contestualmente con le lezioni.
Alla fine, è sempre una questione di priorità. La scuola, e soprattutto la sicurezza dei 500mila studenti toscani, lo deve essere, assolutamente. Meglio un controllo e un intervento in più, meglio stornare le risorse da altri capitoli di spesa più effimeri (mostre, spettacoli?), ma per favore, tuteliamo al massimo i nostri ragazzi.
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