Il Tirreno

Livorno

E il cibo che avanza va ai poveri

Novità alle mense scolastiche: si sfornano pasti in più per Caritas e associazioni

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LIVORNO. Il Comune di Livorno lancia l'offensiva contro l'emergenza alimentare e lo spreco. E lo fa partendo dalle mense delle scuole: con l'inizio dell'anno scolastico, previsto per oggi, 15 settembre, arriveranno infatti 30 pasti giornalieri in più alla Caritas (unica associazione in grado di fare servizio mensa) mentre a partire dalla fine del mese una fornitura mensile di derrate alimentari non deperibili a breve termine, equivalente ad altri 30 pasti giornalieri sarà divisa tra le associazioni che si occupano di assistere gli indigenti e le famiglie in difficoltà.

A farsene carico la società vincitrice del rinnovato bando di gara per la ristorazione nelle scuole, la Cir Food: accanto a queste due iniziative anche lo sblocco dei “pasti scorta” (tutti quei pasti in più consegnati ogni giorno alle mense per far fronte a bisogni eccezionali, ad esempio la caduta di un piatto), che da oggi potranno essere ritirati- purché integri- invece che buttati via, e la possibilità di ritirare pane e frutta non consumati.

Il nuovo sistema di intervento è stato messo a punto dagli uffici comunali che si occupano di Educazione e sport e di Marginalità e famiglia; a presentarlo, insieme alla dirigente Senia Bacci Graziani e alla curatrice del progetto Paola Carletti l'assessore al sociale Ina Dhimgjini e il vicesindaco Stella Sorgente: «Questo è solo il primo passaggio di un lavoro più ampio che ci porterà a firmare un protocollo d'intesa- spiega Dhimgjini- il Comune di Livorno farà da cabina di regia ma niente potrebbe essere fatto senza le associazioni del terzo settore”». Alla conferenza stampa di lancio del progetto anche Caritas, Croce Rossa e Cisom: assenti le altre associazioni, anche se appare subito chiaro che il piano le coinvolgerà tutte, compreso il neonato “Emporio solidale”. «Questo non comporterà alcun costo aggiuntivo per le famiglie e per le utenze scolastiche», sottolineano assessore e vicesindaco. Soddisfatte le associazioni: «Il Comune può fare molto- spiega il direttore di Caritas Enrico Sassano- sopratutto sbloccando i cavilli legislativi che ci impediscono di recuperare il cibo e investendo nella redistribuzione».

(mgc)

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