Gioco
Azionariato popolare il Forum dell’acqua tuona contro Nogarin
I movimenti toscani: «Una beffa, delusi dal sindaco M5S» Ma il gruppo in Comune risponde per le rime a Valiani
LIVORNO. «Per chi aveva gioito per l'elezione di un pentastellato a sindaco di Livorno è arrivata la delusione e la fregatura. Chi aveva pensato che il sindaco M5S Filippo Nogarin avrebbe dato una mano ai comitati per l'acqua per far rispettare il risultato referendario, si trova drammaticamente deluso». A scrivere queste parole, ieri, non è stata qualche forza di opposizione: è stato il Forum toscano dei movimenti per l’acqua, in una nota diffusa dalle portavoci Rossella Michelotti e Rita Biancalani. Lo stesso forum che aveva difeso Nogarin ai tempi della polemica con i sindaci Pd sulla presidenza dell’Ait (Autorità idrica toscana).
Ad accendere lo scontro sono le dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa dal sindaco, dopo un incontro con il primo cittadino di Camaiore: Nogarin ha parlato di «inizio di un percorso che punta alla nascita di una nuova società dove confluiscano Asa spa e Gaia spa, in un'ottica interamente pubblica» e della volontà di «puntare su forme innovative di azionariato popolare con quote simboliche (un euro)» a «garanzia per gli esiti referendari del 2011».
«Ma l’azionariato popolare è una beffa», controbattono dal forum toscano dei movimenti per l’acqua. Nogarin, scrivono, «poteva avviare nel suo territorio la ripubblicizzazione del servizio idrico invece di prendere in giro i cittadini giocando con le parole e confondendoli con una decisione politica dall'apparenza democratica, ma neoliberista nella sostanza: annuncia l'unione con Gaia, che è un'azienda totalmente pubblica nella forma ma fortemente indebitata in quanto spa, a cui vuole accorpare Asa rendendole una sorta di spa popolare, con azioni che varrebbero 1 euro da vendersi ai cittadini e alle cooperative amiche di una certa compagine politica». «E il tranello – sostengono, non credendo alle rassicurazioni del sindaco rispetto a forme che “impediscano speculazioni” – sta proprio qui perché quando si fa una spa chiunque può comprare azioni e rivenderle a chi gli pare e di fatto resta in piedi una società di diritto privato il cui obiettivo rimane il profitto». «Con l'acqua – scrivono – non si deve fare soldi, si deve solo garantire un servizio per tutti e in pareggio di bilancio».
Ma questa è solo l’ultima delle critiche che nel comunicato muovono al primo cittadino di Livorno. Dal forum, infatti, sostengono che «in 15 mesi di amministrazione non solo non ha mosso un dito in Ait, Conferenza territoriale e Asa per condurre le discussioni e le scelte in direzione della ripubblicizzazione del servizio idrico»; criticando l’operato di Asa aggiungono che «avrebbe dovuto deliberare nell'Ato il divieto di distacco dell'erogazione del servizio idrico ai cittadini morosi incolpevoli», che «avrebbe dovuto far discutere e approvare la delibera che imponesse ad Asa la restituzione delle quote in tariffa relative alla depurazione» e «la delibera che imponesse la sostituzione dei chilometri di acquedotto in cemento amianto letali per la salute dei cittadini».
Non si è fatta attendere l’adesione del consigliere di Livorno Bene Comune, l’ex grillino Marco Valiani, alla posizione del Forum toscano. Ma proprio contro Valiani, quasi in contemporanea, il gruppo consiliare a 5 Stelle ha diffuso una nota fiume snocciolando a una a una le posizioni del Movimento e dell’amministrazione rispetto sia alla famosa delibera sulle tubature in cemento amianto sia ai distacchi delle utenze deboli.
Nel primo caso, dopo aver richiamato nel dettaglio gli studi fatti sulla rete idrica cittadina che parlano di «termini scientifici irrilevanti», i consiglieri evidenziano che «rimuovere 133 chilometri di tubazioni interrate con azione immediata e radicale costerebbe ad Asa 85 milioni di euro, senza contare il costo della manodopera aggiuntiva: costi che Asa ribalterebbe sulle utenze». «Riteniamo quindi – sottolineano dal gruppo M5S del Comune – che la cittadinanza abbia tutto il diritto di esprimersi visto che il gruppo Livorno Bene Comune intende far gravare circa 1.700 euro all'anno in più sulle bollette di ogni famiglia livornese». Così invitano Valiani a «mettere sulla bilancia una spesa che si accollerebbero interamente i cittadini a fronte di un azzeramento di rischio che è già tra i più bassi rilevati, con il reale intento di capire quali siano i percorsi risolutivi migliori e attuabili».
«Partendo dal concetto condiviso da tutti che l'acqua pubblica è un bene primario e un diritto per i cittadini – riprendono poi – l'amministrazione comunale, attraverso la partecipata Asa, si è presa cura da subito dei casi di morosità o di interruzione di servizio». E «per dissolvere nubi di inesatta analisi», fanno sapere che «le chiusure totali per il 2014 sono state complessivamente 265» ma «con l'insediamento dell'attuale amministrazione sono state riaperte 236 volture alla stessa utenza e i residui 29 registrano un subentro di altro cliente: quindi alla lettura dei dati ufficiali nessuno è rimasto senza acqua».
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