Il Tirreno

Livorno

Sub morto a Calafuria, sospetti sulle bombole: un indagato

di Federico Lazzotti
Sub morto a Calafuria, sospetti sulle bombole: un indagato

Il pm ha iscritto il responsabile del Diving center nel registro degli indagati, mercoledì 16 sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Luca Manfredi

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un cattivo funzionamento dell’attrezzatura, a cominciare dalle bombole, oppure un malore fatale che avrebbe potuto uccidere sott’acqua come in una qualsiasi altra situazione quotidiana. Sono due strade imboccate dalla Procura per arrivare alla verità sulla morte di Luca Manfredi, il subacqueo di 45 anni residente a Bozzano, frazione di Massarosa in Versilia, deceduto nella mattina di domencia 13 settembre  durante una tragica immersione nel paradiso sommerso davanti agli scogli di Calafuria.

Nella direzione di sciogliere i dubbi legati a questa vicenda, vanno gli accertamenti richiesti dal pubblico ministero Antonio Di Bugno ai militari della Guardia costiera. Il primo riguarda il sequestro e la successiva verifica delle bombole usate dalla vittima durante la tragica immersione. Il quarantacinquenne, assieme ad un amico le aveva affittate poco prima di immergersi al diving center “La Torre di Calafuria”, uno dei punti di riferimento per gli appassionati. Possibile che all’interno sia stata preparata una miscela sbagliata di ossigeno, azoto ed elio che abbia poi innescato il malore che ha ucciso il quarantacinquenne?

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12085682:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/13/news/tragedia-a-calafuria-sub-muore-durante-l-immersione-1.12085682]]

È per verificare questa eventualità, garantendo allo stesso tempo il diritto di difesa, che il pm ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo il responsabile del Diving che ora potrà nominare a sua volta un proprio consulente per seguire gli accertamenti. A cominciare dall’autopsia, crocevia che dà accesso alla seconda possibile strada per spiegare il decesso: quella del malore.

La vittima, infatti, secondo la ricostruzione fornita anche dall’amico che era in sua compagnia, si sarebbe sentito male a circa 150 metri dalla costa, pochi minuti dopo essersi tuffato. «L’ho visto perdere i sensi sott’acqua - ha raccontato il compagno - l’ho aiutato, gli ho dato il mio erogatore per farlo respirare meglio e poi ho cercato di portarlo a riva nel più breve tempo possibile».

Per mercoledì 16 settembre è prevista l’autopsia sul corpo del dipendente di Gaia, la società che si occupa del servizio idrico in Versilia. Dalle analisi del medico legale sarà possibile capire che cosa abbia ucciso il subacqueo. E dunque molto probabilmente escludere una delle due ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti. Svolti gli accertamenti medico legali la salma di Luca Manfredi, marito e padre di un bambino piccolo sarà restituito alla famiglia per i funerali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web