Gioco
Livorno come l’isola di Pasqua con Moai e canoe polinesiane
Il Gabbiano sarà la location del gemellaggio: già arrivato da Rapanui il natante. L’idea è lanciata da Marco Berni, il “figlio adottivo” del paradiso australe
LIVORNO. Una sorta di Isola di Pasqua formato livornese. Nessuna pretesa di somigliare in alcun modo all’oasi polinesiana, ma il Gabbiano di Ardenza si sta attrezzando per far conoscere alla città alcuni dei tesori della mitica Rapanui. Si parte dalla tradizionale I Kai Ka, la canoa polinesiana a quattro posti, oltre quattromila anni di storia che volano oltreoceano a atterrano in città, “rifugiandosi” nella vasca del circolo sezione nautica Ardenza la Rosa, al Gabbiano appunto. E l’idea è quella, per la prossima estate, di piazzare nello stesso posto un Moai, una delle gigantesche teste che rendono Rapanui un paradiso famoso in tutto il mondo.
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Un Moai al Gabbiano. «Sarebbe il terzo Moai nel mondo realizzato dai maori, fuori dall’isola: penso che sarebbe una grande opportunità per la città e sancirebbe una sorta di gemellaggio tra Livorno e Rapanui. A parte la costruzione che la farebbero i miei amici e fratelli maori qua in 15 giorni, io mi occuperei di trovare il monolite da scolpire e di tutto quello che serve», spiega Marco Berni. L’ex mondiale di canoa, livornese doc e viaggiatore incallito, è il vero trade union tra la città e il paradiso oltreoceano: dal 2000, infatti, è stato ribattezzato “Rapanui Eha Eha”, ovvero figlio adottivo dell’isola, con tanto di rito d’iniziazione e accettazione da parte del consiglio di anziani maori del villaggio.
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«Tutti gli anni i miei fratelli adottivi insieme alle rispettive mogli e amici vengono da me ogni inizio estate e vogliono regalarmi un Moai da mettere in giardino, io lo dono volentieri alla città - e va nei dettagli - E’ un’idea che voglio proporre al sindaco, ovvero mettere la testa al Gabbiano, visto che la sezione nautica si è detta onorata e disponibile verso questo progetto», continua. L’idea di Moai al Gabbiano che, alla maniera di Rapanui, protegga dagli dei del mare piace anche a Alessandro Vezzi, presidente del circolo sezione natica Ardenza La Rosa: «Marco dà a noi l’opportunità di ospitare al Gabbiano una testa Moai: credo che sia un’occasione di turismo per tutta la città», esclama. «Noi come circolo siamo disposti ad ospitare i maori e ad aiutarli nella costruzione e collocazione, spero che il Comune avalli l’idea».
Tutti a cavalcare le onde sulla canoa Rapanui. Undici metri e trenta, 54 chilogrammi, quattro posti: la canoa che nell’emisfero australe nasce per cavalcare le onde, a breve sfiderà il mare e i cavalloni livornesi. Questa è la speranza di Marco Berni: «Entro la fine del mese ci sarà l’inaugurazione in mare, stiamo aspettando le pagaie che arrivano direttamente dall’isola di Pasqua, così come la canoa che è già qui da una decina di giorni», spiega. Adesso in vasca, al circolo nautico ce n’è una, pronta da sperimentare.
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«Nasce per solcare le onde, grazie al bilanciere accanto che dà equilibrio: considerato che Livorno è una città di appassionati di mare e di surf, credo che possa diventare una nuova moda per divertirsi in mare», aggiunge ancora lui che ormai da anni è affezionato alla tavola da surf e all’arrampicata. «Mi piacerebbe che anche noi potessimo partecipare ai campionati di canoa polinesiana che si fanno in altri paesi europei». Sul natante made in Rapanui dà la direzione chi sta a poppa. Davanti si siede il capo voga e chi pagaia deve andare a tempo, un po’ a destra e un po’ sinistra.
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