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A Roma per gridare #iosono141

A Roma per gridare #iosono141

Sempre di più le maglie rosse. Giovedì i familiari delle vittime del Moby a Montecitorio: no processo breve

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LIVORNO. Quelle magliette che gridano verità e giustizia, con la scritta #iosono141, giovedì mattina raggiungeranno Roma. I familiari delle vittime del Moby Prince, infatti, saranno sotto le finestre di Montecitorio insieme ai familiari delle vittime di Viareggio per dire no al processo breve e affermare ancora una volta il diritto di conoscere la verità. La verità su ciò che accadde quella maledetta notte del 1991 davanti alla costa di Livorno, quando persero la vita 140 persone. E, a distanza di 24 anni, ancora senza alcun colpevole.

Nelle ultime settimane sono state distribuite oltre duecento magliette con la scritta #iosono141 e più di cento sono già state prenotate. «Grazie di cuore – ripete Loris Rispoli – grazie alle tante persone che in questi giorni hanno voluto compiere un gesto: quello di prendere una maglietta simbolo, perché quell’ #iosono141 è un messaggio fortissimo se condiviso, come sta accadendo, da centinaia di persone».

«Quelle maglie rosse – ripete – sono un simbolo, il simbolo di chi non dimentica e soprattutto di chi con orgoglio rivendica il diritto di sapere. #iosono141 è un grido, è una voce che deve scuotere le coscienze, è un messaggio che si veicola di città in città».

«Partendo proprio da Livorno – sottolinea Rispoli, che quella notte sul Moby perse la sorella – vogliamo che questo messaggio arrivi a Roma, dove il Senato presto comincerà il suo lavoro». Con la commissione di inchiesta sul Moby Prince.

La rabbia e il dolore dei familiari si mescolano ancora una volta al bisogno di verità e giustizia. «Vogliamo che questa voce – riprende Rispoli, in rappresentanza di molti familiari – giunga a tutti coloro che in questi anni hanno taciuto, perché finalmente parlino. Vogliamo che chi ha tramato nell'ombra del proprio potere affinché la verità fosse occultata, insabbiata, sia messo in condizione di non nuocere più alla collettività, vogliamo poter dire che noi siamo qui: vigili, attenti, mai domi e soprattutto in tanti, ad attendere che si faccia finalmente verità e giustizia».

«Giovedi 17 – fa quindi sapere – saremo a Roma con i familiari delle vittime di Viareggio e con tutte le altre associazioni che parteciperanno per dire no al processo breve e per riaffermare davanti al Parlamento il diritto di tutti a conoscere la verità».

Questo il programma della manifestazione dell’associazione Il mondo che vorrei: la partenza è prevista per giovedì 17 settembre, ritrovo alle 4.15 al piazzale del supermercato Pam largo Risorgimento Viareggio. Partenza ore 4.30 con un bus della ditta Tambellini di Lucca e arrivo a Roma intorno alle 10. iL gruppo, formato da una cinquantina di persone, si dirigerà verso piazza Montecitorio, dove una delegazione di familiari sarà ricevuta da alcuni parlamentari.

Al termine dell'incontro il gruppo raggiungerà piazza del Quirinale, per un sit-in che si protrarrà fino al termine della manifestazione (intorno alle 15). I familiari delle associazioni livornesi e viareggine rientreranno in Toscana, a Viareggio, intorno alle 19-20.

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