Gioco
Primario di ortopedia contro le infradito in scooter e bici
L’appello: per colpa di queste ciabatte mi sono ritrovato ad amputare piedi per incidenti banali
LIVORNO. Tutte le settimane Antonio Augusti e la sua equipe ha a che fare con incidenti e piedi maciullati, fratture e nel peggiore dei casi amputazioni. «Tutto per colpa di questa maledetta moda livornesissima di portare sempre le infradito: ribadisco che in motorino e pure in bici le ciabatte non vanno indossate, sono pericolosissime», il monito scandito a gran voce arriva dal primario del reparto di Ortopedia dell’ospedale di Livorno. Lui, nato a Grosseto, ma livornese d’adozione ormai, con i suoi 60 anni suonati vede ogni giorno una realtà di dolore e disagi che lui definisce «evitabile». Si tratta di adolescenti, adulti, anziani che finiscono sotto i ferri per colpa di un abbigliamento inadeguato. In soldoni a causa di quell’emblema dello stile di vita labronico ovvero “asciugamano, infradito e via...” come spesso ripete pure lo sceneggiatore tv, livornese anche lui, Francesco Bruni. Anche perché la moda dell’infradito sempre (o quasi) e comunque è trasversale da giugno a settembre, al mare come in centro. A passeggio di giorno come per un’uscita serale.
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«Lo scorso anno dopo innumerevoli tentativi di salvare l’arto, ho dovuto amputare un piede ad un ragazzo di 16 anni, per un incidente scooter-auto: il suo piede con l’infradito, era rimasto incastrato tra le lamiere. Praticamente un piede disintegrato», riavvolge un fotogramma del passato che non avrebbe voluto vivere Augusti, alla guida del reparto livornese dal 2011, anche lui uscito come la sua squadra dalla Clinica Universitaria Pisana. «Amputare un piede ad un ragazzo di 16 anni, vuol dire cambiargli per sempre la vita - e ribadisce - Se indossava le scarpe, sicuramente il colpo sarebbe stato attutito». Augusti guarda a sè e alla sua vita: «Io impongo a mia moglie, quando andiamo al mare in scooter, di indossare scarpe chiuse». Sì, perché la scarpa, comunque attutisce eventuali colpi e non permette alla carne di restare a diretto contatto con asfalto e lamiere. «E’ in ogni caso una protezione, ti puoi far male allo stesso modo, ma sarà sempre un guaio minore rispetto ad indossare infradito».
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Il medico scorre immagini forti. Sono tutte foto di fratture e amputazioni evitabili. «La mia intenzione è quella di andare nelle scuole, proprio mostrando immagini forti e coinvolgendo magari ragazzi che hanno avuto brutte esperienze, per fare una campagna di sensibilizzazione forte e scoraggiare l’uso delle ciabatte in scooter, bici e bici elettriche». E pure uno studio medico britannico mette nel mirino le tipiche ciabatte, per una ragione diversa però: secondo l’equipe della Regina usarle frequentemente espone al rischio di infiammazione al tendine d’Achille e dolori alla pianta del piede. Il primario ci tiene a sottolineare che non ha niente contro la ciabatta cult cittadina. «Per passeggiare va bene, sarebbe da vietare quando si va su mezzi a due ruote», sottolinea. Del suo progetto di sensibilizzazione, Augusti, ne ha parlato con il capo di gabinetto della Regione Toscana, Ledo Gori.
«La direzione aziendale della Asl 6 è d’accordo e io mi metto a disposizione: il discorso sarà portato avanti e arriveremo a farne un progetto».
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