Gioco
Lunedì l'ultimo abbraccio all'uomo morto sul campo di calcetto
Nel pomeriggio alle 16 la messa nella chiesa dei Salesiani. Non era previsto che Marco Picchi giocasse quella partita, si era aggregato in extremis agli amici al campo di Shangai
LIVORNO. E' previsto per lunedì 14 l'ultimo abbraccio di amici e familiari a Marco Picchi, 53 anni compiuti a luglio, morto venerdì sera praticamente alla fine di una partita di calcetto. Prima sul corpo della vittima sarà effettuato un esame diagnostico (medico e non disposto dalla Procura) per approfondire le cause della morte, poi nella tarda mattina di lunedì la salma sarà esposta alla camera mortuaria del viale Alfieri. Da lì nel primo pomeriggio, alle 15.30, partirà il corteo funebre a cura della Svs, verso la chiesa dei Salesiani, dove alle 16 sarà celebrata la messa per l’ultimo saluto.
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Stando a quanto è stato possibile ricostruire, Picchi non avrebbe dovuto essere sul campo di calcetto di Shangai: la compagnia degli amici si era data appuntamento per una partitella, poi, come sempre capita in questi casi, c'era stato qualche forfait e lui, sportivo com'era, era stato ben contento di aggregarsi.
La partita era praticamente finita quando Picchi - sposato, due figli più un terzo di 23 anni dalla prima moglie - si è accasciato sull'erbetta sintetica dell'impianto sportivo di Shangai, vicino alla chiesa del quartiere, in via Giolitti.
Inizialmente gli amici hanno pensato che fosse solo uno scherzo, poi si sono accorti che aveva perso conoscenza. Nel giro di pochi minuti il suo cuore ha spesso di battere, nonostante il disperato tentativo di rianimarlo col defibrillatore da parte del medico del 118 e dei soccorritori della Misericordia.
I familiari lo descrivono come una persona solare e sorridente, amico di tutti. A quanto risulta dal loro racconto, l'uomo nelle ultime settimane si era detto stanco e affaticato. La sua è una famiglia conosciuta nel mondo dello sport: Marco Picchi in quello dell'atletica, il fratello Roberto in quello del pugilato. Uniti non solo dalla passione sportiva ma anche dal lavoro: entrambi sono in servizio al cimitero dei Lupi.
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