Gioco
Il clone batte l'afide: così i cipressi di Bolgheri si salvano
Il prodigio della genetica
Sono identici. Uguali in tutto e per tutto a quelli che vide Giosuè Carducci da bambino ma con un’eccezione: sono stati costruiti in laboratorio, forgiati dalla genetica. Il viale di Bolgheri a cui indissolubilmente si lega l’immagine del cipresso è incorniciato per gran parte da un filare di piante in provetta nate a Sesto Fiorentino. Una soluzione tanto high-tech quanto indispensabile per scongiurare la morte dei vecchi esemplari colpiti da cancro corticale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12085921:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/13/news/il-nostro-paesaggio-arrugginito-dall-insetto-killer-1.12085921]]Negli ultimi anni i cipressi più resistenti sono stati via via inseriti dai tecnici dell’Istituto per la prevenzione delle piante del Cnr di Firenze. E l’esperimento sembra essere andato davvero a buon fine, non solo perché i super alberi (perfino commercializzati) risultano immuni al cancro della corteccia ma anche per il fatto che non hanno subìto attacchi da parte di un nuovo nemico, il temibile afide.
Insomma, la scienza al servizio della storia e del paesaggio ma soprattutto niente chiome rosse nel tratto che da San Guido corre verso il piccolo paese. Alti e schietti in duplice filar, e soprattutto verdi. Con il plauso e buona pace dei puristi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google