Il Tirreno

Livorno

Stroncato da un infarto sul campo di calcetto

Gli amici attorno ai medici che tentano di rianimare l'uomo (Marzi Pentafoto)
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Gli amici attorno ai medici che tentano di rianimare l'uomo (Marzi Pentafoto)

Livorno: Marco Picchi, 53 anni, padre di due figli e operaio al cimitero dei Lupi, si è accasciato al suolo nel campo di Shangai: inizialmente gli amici pensavano che scherzasse. Inutili i tentativi di rianimazione

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LIVORNO. La partitella di calcetto con gli amici sul campo di via Giolitti (a Shangai) è finita in tragedia per un uomo di 53 anni. Si chiamava Marco Picchi, sposato, padre di due figli, sedicenne la primogenita, più piccolo il secondo: lavorava al cimitero dei Lupi, la sua è una famiglia di appassionati di sport.

La partita era praticamente finita e presto sarebbero andati tutti sotto le docce per poi ritrovarsi a cena. Invece l'uomo si è improvvisamente accasciato al suolo: inizialmente gli amici pensavano stesse scherzando, poi la drammatica realtà. A niente sono serviti i tentativi di rianimarlo fatti dai medici arrivati a bordo dell'ambulanza della Misericordia. L'uomo è morto per arresto cardio-circolatorio.

La tragica morte di Marco Picchi allunga la lista degli sportivi fulminati da un malore durante una gara o un allenamento: come, ad esempio, la quarantacinquenne di origini nigeriane che stava facendo jogging ed è trovata senza vita nel giugno scorso a Barriera Margherita omposta da tanti sportivi animati da una grande passione. In passato, ci si ricorderà del caso dello psicologo, ex atleta di rugby, ucciso da un malore a 41 anni sul campo di via Settembrini mentre faceva esercizi atletici o del  titolare di un negozio di parrucchiere che si è accasciato su un campetto di Salviano.

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di Redazione web