Gioco
Alla Sosta 18 lavoratori senza paga
Tre mesi arretrati da riscuotere per i dipendenti del ristorante che fornisce pasti per aziende ed Esercito
LIVORNO. «Vorremmo che chi rappresenta l'azienda, dica la verità: i lavoratori meritano delle risposte». A lanciare il grido d'allarme è Monica Cavallini, segreteria Filcams Cgil - con lei il segretario provinciale Uiltucs Sabina Bardi e il coordinatore provinciale turismo Uiltucs Fabio Bicchierini - durante un incontro con la stampa che si è svolto in via dell'Artigianato, al civico 37, dove si trova il ristorante self-service “La Sosta”, per parlare della situazione lavorativa delle 18 persone che lavorano nel ristorante che, attivo dal 2000, prepara pasti per aziende e per l’Esercito.
I lavoratori, infatti, come spiegano i sindacati, oltre a riscuotere con ritardo dal mese di gennaio, non hanno percepito la mensilità di luglio, per il momento quella di agosto, e neppure la quattordicesima. «La sosta – spiega Monica Cavallini – è una mensa di proprietà di Cir Food, cooperativa di ristorazione di Bologna, per quanto riguarda la struttura, mentre la gestione della ristorazione è di Dia». A ottobre 2014, racconta Cavallini, Dia (distribuzione alimentare che ha sede a Navacchio, che produce pasti su Livorno e Pisa) ha acquisito le quote (al 96%) di Cir Food, la quale aveva rilevato quote della cooperativa 8 Marzo. «Dal mese di gennaio - racconta la sindacalista - sono cominciati i problemi con i pagamenti; inoltre a luglio, agosto, e per la quattordicesima i lavoratori non hanno visto niente. Durante gli incontri che ci sono stati in Prefettura, un ultimo il 27 agosto, - aggiunge - l'azienda si era impegnata a pagare una parte entro il 7 settembre, cosa che non è avvenuta, e una parte il 15 settembre, come saldo finale. Per non finire, l'azienda, il 15 agosto, ha mandato un comunicato dichiarando la liquidazione per settembre».
Un'eventualità, la liquidazione, spiegano i sindacati, che potrebbe generare un problema occupazionale. «Siamo preoccupati - aggiunge - perché da Dia arrivano solo mezze verità. I lavoratori hanno grossi problemi: diverse persone sono sole, monoreddito, con impegni economici gravosi. Molti, nonostante tutto, continuano a lavorare, credendo nella continuità dell'azienda. Auspichiamoche al prossimo incontro in prefettura, il 15, Cir, avendo fatto un trasferimento d'azienda, sia presente con Dia e Gemeaz -Elior che si occupa della distribuzione pasti all'Esercito».
Rosanna Harper
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