Gioco
Furti di moto, altri due arresti dei carabinieri
Livorno. Nei guai due ucraini a cui sono state notificate ordinanze di custodia cautelare in carcere
LIVORNO. Nei mesi scorsi aveva seminato il panico con furti continui di moto e scooteroni. La banda ucraina accusata dai carabinieri di essere professionista del furto di mezzi a due ruote torna a far parlare di sé.
Giovedì 10 settembre mattina è terminata la seconda parte dell'’operazione denominata “Rotta verso l'Est", iniziata alcuni mesi fa dai militari del Reparto operativo dell'Arma di Livorno, coordinato dal colonnello Andrea Guidoni. Un blitz che aveva visto, nel mese di giugno, concludersi la prima tranche con l’arresto di sei ucraini tutti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al furto di moto, scooter e furgoni in Toscana ed altre regioni del nord-Italia e destinati poi al mercato dell’Est.
I militari del Reparto alle prime ore di giovedì mattina hanno eseguito due misure cautelari in carcere, nei confronti rispettivamente del 33enne Dmytro Hakman e del connazionale 35enne Ivan Martyniuk, entrambi già noti alle forze dell'ordine. Contestualmente i carabinieri hanno sottoposto gli altri tre ucraini, complici dei primi due, alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Cecina e a quello di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria. Si tratta del 32enne Dmytro Kelbia, del 33enne Andrii Kelbia e del 35enne Ivan Paskal.
L’indagine dei carabinieri, scaturita dalla segnalazione di un cittadino che aveva assistito a movimenti sospetti e indirizzata sui quattro stranieri, ha avuto inizio nel mese di marzo e ha permesso in breve di portare alla luce l’illecita attività condotta dal gruppo criminale, responsabile di decine di colpi. Stando a quanto accertato dai militari, la banda di ucraini era stabilmente dedita al furto di moto di grossa cilindrata, di scooter e di furgoni a Livorno e in diverse province della Toscana, nonché in altre regioni del Nord-Italia. I mezzi, una volta rubati, venivano trasportati e consegnati previo pagamento di una somma concordata ai terminali dell’organizzazione, ovvero “corrieri” i quali, per mezzo di furgoni, provvedevano al loro trasporto fuori dal territorio nazionale.
Il modus operandi dei malviventi, secondo i carabinieri, era sempre lo stesso: il gruppo, mai meno di 3-4 persone, agiva di notte girando la città a bordo di uno o due furgoni, solitamente rubati. Dopo aver adocchiato la 'preda', a volte un modello già commissionato dai referenti in Ucraina, comunque moto di valore come Ducati, Honda, Yamaha e Kawasaki da rivendere a prezzi fra gli 800 e i 1.500 euro l'una, i malviventi entravano in azione. Non si facevano scrupoli nell’introdursi in cortili condominiali, garage o parcheggi privati dove, impossessatisi dei mezzi prescelti, li caricavano sul loro veicolo. I capienti furgoni con all’interno le moto rubate venivano quindi nascosti. Le moto pochi giorni dopo passavano su un furgone “pulito”, in partenza per l'Est Europa. Nel corso dell’intera operazione i militari sono riusciti a trovare e recuperare 25 motocicli/scooter e 10 furgoni, il cui valore complessivo ammonterebbe a oltre 200.000 euro.
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