Il Tirreno

Livorno

Addio Daniele Mantellassi, guerriero romantico

di Claudio Marmugi
Daniele Mantellassi
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Daniele Mantellassi

Livorno, l’odontotecnico s’è spento a 48 anni per una grave malattia. Cordoglio in città

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LIVORNO. La città piange un altro guerriero, un ragazzo solare, generoso, che nella notte tra domenica e lunedì ha perso la sua battaglia con un male che lo ha portato via troppo presto. Era nato nel 1967 Daniele Mantellassi, livornese, cresciuto nella zona del viale Carducci – tra via Zola e via Terreni – odontotecnico, da sempre inseparabile collaboratore del fratello maggiore Gianfranco (detto Franco), noto odontoiatra. Daniele era un grande professionista, un gran lavoratore e un uomo con una voglia di vivere fuori dal comune. Per questo – per la sua simpatia, per la sua energia, per la sua spiccata vitalità – centinaia di persone (migliaia hanno affollato la camera ardente) si sono strette attorno alla famiglia Mantellassi, alla madre Rita, al padre Marino, alla compagna Francesca, al fratello e alla cognata, per dare l’ultimo saluto a Daniele, fino a far traboccare, nel pomeriggio di martedì, la chiesa di S. Andrea, dove si è svolta una toccante cerimonia funebre. La chiesa è bastata a stento a contenere l’abbraccio della città a Daniele: c’erano amici di infanzia, colleghi, compagni di scuola, professori, semplici conoscenti, il quartiere tutto, «perché Daniele - spiega il fratello Franco - riusciva a mantenere vivo ogni rapporto. Seppur discreto e riservato, non si dimenticava mai di nessuno, era sempre pronto a regalare un sorriso, un abbraccio, un saluto, una battuta, in qualsiasi occasione. Anche all’ultimo, ha affrontato la malattia con grande generosità. Perfino durante le terapie era sempre orientato e proiettato verso gli altri, senza volere mai niente in cambio».

I volti degli amici e dei parenti, durante la funzione, hanno descritto fin troppo bene l’incredulità della comunità davanti ad un evento come questo, così rapido e spietato. «Dev’essere stato un male potente, molto potente, quello che portato via Daniele, perché mio fratello era una roccia”, sottolinea Franco. Difficile trattenere le lacrime, difficile non pensare, ancora una volta, a quanto può essere ingiusta la vita.

«Però - aggiunge il fratello - vorrei sottolineare che vedere tutte queste persone venute qui per Daniele, dà speranza, dà energia, aiuta – e non è una frase fatta – tutti noi a stare meglio, davvero. Per questo grazie, grazie a tutti, nel nome di Daniele».

La salma di Daniele riposa al cimitero di Nugola, vicino alle tombe dei nonni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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