Gioco
Porto, sui 50 milioni del governo dubbi di Martini e Bacci s’infuria
L’assessore livornese: incognite sui tempi. Il sindaco colligiano: nessun intoppo
LIVORNO. «Ancora da risolvere il problema della disponibilità del finanziamento governativo di 50 milioni per la Darsena Europa». Non potrebbe essere più gelido il commento che arriva da Palazzo Civico appena concluso il primo round del comitato esecutivo riunito a Roma: il Comune di Livorno, per bocca dell'assessore al lavoro Francesca Martini, torna a riportare sotto i riflettori i propri dubbi sulla reale spendibilità operativa dell'annunciato ingresso del governo fra i finanziatori del grande progetto infrastrutturale che punta a espandere il porto di Livorno.
Le perplessità rimbalzano sul sito web municipale e, tempo pochi minuti, Lorenzo Bacci, presente a Roma come sindaco di Collesalvetti (e anche segretario territoriale Pd), intinge la voce nel curaro per controbattere – in modo ancor più antipatizzante – alle preoccupazioni espresse dal Comune livornese a guida M5S: «Ho parlato personalmente con Luca Lotti, braccio destro del premier Renzi, e ho ricevuto rassicurazioni che il finanziamento esiste eccome ed è in fase di deliberazione da parte del Cipe».
Al ministero dello sviluppo economico, erano seduti per la prima volta attorno a un tavolo dopo il riconoscimento di Livorno come area di crisi complessa, le istituzioni locali con il commissario dell'Authority Giuliano Gallanti, i sindaci di Rosignano (Alessandro Franchi) e Colle (Lorenzo Bacci) e l'assessore Francesca Martini per il Comune di Livorno e Gianfranco Simoncini in qualità di consigliere del governatore Rossi insieme a un pool di funzionari regionali, mentre per quanto riguarda il governo erano nell'aula i rappresentanti del ministero dello sviluppo economico, dei diversi ministeri coinvolti e della Presidenza del consiglio.
Non è la prima volta che l’assessore Martini sfodera dubbi, mugugni e accuse sul fronte dei finanziamenti del governo alla Darsena Europa. L’aveva già fatto ad aprile in netto contrasto con il giudizio positivo del governatore Rossi. Con due sottolineature negative: da un lato, la delusione perché il governo si era limitato a impegnarsi per 50 milioni rispetto a previsioni iniziali almeno doppie o triple; dall’altra, la contestazione del fatto che sia l’Authority per conto proprio a gestire l’espansione del porto, una operazione da 800 milioni di euro.
Adesso Martini torna alla carica per ribadire che «il governo ha garantito l'avvio dell'istruttoria per stanziare la somma, ma nel frattempo l'Autorità Portuale deve avviare le procedure per la ricerca dei parte dei privati». A tal riguardo ricorda che il 15 settembre è in agenda a Bruxelles la presentazione del progetto della Darsena Europa alla comunità portuale internazionale. «È un passaggio importantissimo alla quale Livorno deve presentare il progetto completo in tutte le sue parti, compresa soprattutto la parte finanziaria», dice l’assessore auspicando che «i tempi tecnici della burocrazia governativa vengano accelerati il più possibile e allineati alle reali esigenze del territorio».
Il sindaco-segretario Pd Bacci ricorda che «su questo progetto è stato il premier Renzi in persona a metter la faccia». E aggiunge: «A Roma stanno facendo quel che devono fare e nei tempi che devono seguire: il problema non c’è, inutile agitarlo come un fantasma. E qualora dovesse esserci proprio bisogno di qualsivoglia attestazione burocratica sull’effettiva erogazione di questi soldi, come mi ha detto il sottosegretario Lotti il governo è pronto a fornirla».
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