Italia
Il gruppo Nelli licenzia 49 dipendenti
Dopo la revoca del mandato da parte di Toyota, è partita la procedura per ridurre il personale delle concessionarie
LIVORNO. Sono 49 i dipendenti della concessionaria auto Nelli srl che da metà mese resteranno senza lavoro. Licenziati. Alcuni senza poter neppure usufruire dei giorni di preavviso. I timori della vigilia di Ferragosto sono diventati una certezza. E i licenziamenti sono la prime conseguenza della decisione di Toyota di revocare il mandato al Gruppo Nelli, che ha concessionarie auto non solo a Livorno e Cecina, ma anche a Pisa, Pontedera, Empoli.
In queste settimane i titolari dell’azienda hanno cercato di comporre la vicenda con una mediazione che la multinazionale non ha accettato.
Il primo settembre i vertici di Toyota - fa sapere il legale che segue il contenzioso, l’avvocato Alessandro Capone, di Vicopisano - hanno incontrato gli amministratori della società Nelli. Non essendo stato trovato un accordo per bloccare la revoca del mandato, i Nelli hanno chiesto alla casa automobilistica un impegno formale mirato a garantire il futuro occupazionale dei 49 dipendenti attualmente in forza nelle varie concessionarie e officine del gruppo.
Si chiedeva, anche per evitare di arrivare ad uno scontro in tribunale con conseguente richiesta di danni, che Toyota si facesse in qualche modo garante di tutelare i posti di lavoro chiedendo al nuovo concessionario Toyota di riassorbire i dipendenti che ora vengono licenziati.
L’accordo è saltato e il concessionario auto Nelli, che continua regolarmente la sua attività con altre cause automobilistiche, ha deciso di ridurre il personale. Probabilmente il prossimo passo sarà quello di una causa legale con richiesta di risarcimento danni per le modalità con cui Toyota dopo sedici anni di collaborazione ha deciso di separarsi dai Nelli.
La società, che fa riferimento a una famiglia di Pontedera, era stata informata della decisione di Toyota in maniera alquanto improvvisa oltre che traumatica, proprio per le ripercussioni che avrebbe avuto a livello occupazionale, già a partire dal settembre.
Toyota si è impegnata a rispettare i contratti che sono già stati chiusi e firmati e a ritirare le vetture già consegnate al concessionario, ma non ancora vendute.
La casa automobilistica ha revocato il mandato in quanto ritiene che il gruppo Nelli non abbia rispettato gli accordi per poter conservare la fiducia e la collaborazione con Toyota. Ma la revoca, come è stato spiegato fin dall’inizio, è avvenuta «maniera unilaterale e senza tenere conto della predominanza economico contrattuale di una parte sull'altra», per citare ancora le parole dell’avvocato Capone.
La società che gestisce più concessionarie auto in diverse province, anche ieri, ha confermato di essere in regola con i pagamenti degli stipendi e di non avere particolari arretrati con la Toyota.
I commercialisti sono al lavoro per predisporre un piano che consenta all’azienda di fare fronte ai pagamenti successivi ai licenziamenti. I punti vendita, cioè la rete delle concessionarie, resteranno aperti e al momento non risulta che ci sarà una razionalizzazione dei saloni espositivi. Non è però stato possibile all’azienda rinviare ancora il taglio dei costi legati alla manodopera, hanno spiegato dall’azienda. Anche perché dall’inizio del mese di settembre, come la Toyota si è affrettata a comunicare alla clientela con pubblicazioni sui quotidiani locali, Nelli non può vedere modelli del marchio Toyota.
Per i dipendenti, per i quali a breve scatterà la procedura di mobilità, è stato un duro colpo. Già subito dopo l’annuncio di Toyota, molti avevano temuto che lo scenario dei licenziamenti sarebbe stato quello più probabile. Così è stato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
