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Arrestato in Brasile il re degli ascensori
Andrea Palagi, imprenditore livornese di 52 anni, è accusato di bancarotta fraudolenta: spariti 400mila euro
LIVORNO. Il re degli ascensori è caduto nella rete dell’Interpol a pochi chilometri da San Paolo del Brasile, in Sud America, dove si era trasferito alcuni mesi fa assieme alla compagna. Su di lui, dalla metà dell’agosto scorso, pendeva infatti un ordine di cattura internazionale in seguito all’ordinanza di arresto firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno Antonio Del Forno.
Andrea Palagi, 52 anni, il cui nome è legato a doppio filo alla installazione, riparazione e manutenzione di ascensori, è accusato di bancarotta fraudolenta aggravata, della distrazione di beni aziendali, oltre alla sottrazione di tutta la documentazione contabile necessaria per ricostruire la storia della Aurora Ascensori, società che dal 2008 aveva sostituito l’azienda che portava il suo cognome, al numero 7 di via March, zona Picchianti..
L’indagine del nucleo di polizia giudiziaria della finanza e della sezione di polizia giudiziaria delle stesse fiamme gialle, è iniziata lo scorso anno guardando i conti dell’Aurora ascensori di De Toledo Silvia Flavia, questo il nome completo. Da quel momento in poi le fiamme gialle hanno iniziato a spulciare i conti, o almeno ciò che restava di essi, scoprendo ammanchi per circa 400mila euro. Soldi, questi, che l’imprenditore avrebbe fatto sparire e che invece sarebbero dovuti servire per pagare i creditori.
È da questa presunta sottrazione che la Procura ha avviato al tribunale civile la richiesta di fallimento. L’ok da parte del giudice Gianmarco Marinai è arrivato il 25 giugno scorso. È in questo quadro che il pubblico ministero Massimo Mannucci, che ha coordinato le indagini, ha potuto contestare all’indagato il reato di bancarotta fraudolenta.
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