Il Tirreno

Livorno

Lavori utili, 66 posti Ecco i progetti al via

di Mauro Donateo

Il Comune accusa l’Authority: che sbaglio aver snobbato il bando

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LIVORNO. I primi frutti concreti degli accordi per rilanciare il territorio livornese, riconosciuto ormai come area di crisi complessa, si cominciano a vedere. Ne è un esempio il bando regionale “lavori di pubblica utilità”, dedicato a disoccupati o inoccupati, a cui il Comune di Livorno (capofila del progetto) ha partecipato insieme alle amministrazioni di Rosignano e Collesalvetti. Non solo: a far parte della “squadra” figurano anche Casalp e Consorzio 5 Toscana Costa.

Saranno 66 le persone che potranno usufruire di questa occasione, per reinserirsi nel mondo del lavoro e acquisire delle capacità professionali. Le assunzioni dovrebbero partire entro la fine dell’anno o al massimo agli inizi del 2016. Si tratta di contratti di lavoro veri, della durata di sei mesi.

Il bando mette in moto risorse per 516 mila euro, 300 mila dei quali sono stati messi a disposizione dalla Regione (mentre il resto è stato suddiviso tra i vari enti che hanno compartecipato).

Però non sono mancate le polemiche alla conferenza stampa di presentazione (presieduta dall’assessore del Comune di Livorno Francesca Martini con la partecipazione degli assessori Riccardo Demi, colligiano, e Piero Nocchi, rosignanese, mentre per Casalp era presente il presidente Vanessa Soriani, per il Centro Impiego Maria Giovanna Lotti e per il Consorzio Bonifica 5 Toscana Costa il presidente Giancarlo Vallesi): nel mirino l’Authority. L’assessore livornese Martini si è detta dispiaciuta di «registrare un’assenza nel partenariato realizzato, che purtroppo è quella dell’istituzione portuale». Di più: «Non si deve dimenticare – ha proseguito l’assessore – che le misure previste per Livorno si concentrano maggiormente sul porto, presto arriveranno 450 milioni di euro». Insomma, Martini ha sottolineato il proprio «rammarico» per la mancata partecipazione dell’Authority («nonostante fosse stata invitata a farlo», come precisa la nota del Comune): a suo giudizio, un progetto di Palazzo Rosciano «avrebbe avuto un significato simbolico importante, magari anche con qualche controllata o partecipata come Porto 2000 o Alp». In ogni caso Martini si augura di poter trovare in futuro nuove occasioni per «aprire il porto al mondo dei disoccupati».

I destinatari, come detto inoccupati o disoccupati, saranno selezionati dal Centro per l’Impiego secondo i criteri del regolamento regionale. L’unico requisito richiesto è il diploma della scuola dell’obbligo. Poi, a seconda dei singoli progetti, potranno fare punteggio esperienze pregresse o altre qualifiche. I percorsi dureranno un anno e le assunzioni saranno divise in due mandati, che avranno durata al massimo di sei mesi. Chi lavora nella prima fase, non potrà fare domanda per quella successiva, così da dare più ampia possibilità alla rotazione. Spetterà a ciascun ente la formazione iniziale del lavoratore.

Le attività di intervento saranno diverse: la valorizzazione del patrimonio pubblico, il riordino di archivi e recupero lavori arretrati, la valorizzazione del patrimonio ambientale (in particolare fluviale) e di tutela degli assetti idrogeologici.

I lavoratori assunti dal Comune di Livorno saranno in totale 28 (suddivisi tra lavori di manutenzione e di ufficio), 4 da Casalp (attività di riordino negli archivi), 16 dal Consorzio di bonifica (in lavori di manutenzione delle vie d’acqua) , 10 dal Comune di Rosignano Marittimo (in interventi di manutenzione di alcuni immobili comunali) e 8 dal Comune di Collesalvetti (per attività di manutenzione straordinaria di edifici scolastici, pulizia dei parchi e riordino di archivi con relativa digitalizzazione).

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