Il Tirreno

Livorno

Il Lem verso la chiusura Nogarin: «È solo un costo»

di Giulio Corsi
Gianfranco Lamberti, fondatore dell'istituzione Lem poi diventata Fondazione
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Gianfranco Lamberti, fondatore dell'istituzione Lem poi diventata Fondazione

Livorno, il sindaco spiega: dal ’97 abbiamo versato 2.2 milioni ma la fondazione non segue i suoi scopi. L’unico motivo per cui oggi ha motivo di esistere è pagare un lauto affitto ai portuali

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LIVORNO. Dal 1997 al 2013 il Lem è costato alle casse del Comune 2 milioni e 50mila euro. Una media di 128mila euro l’anno. Nel 2014 e 2015 il contributo si è ridotto a 54mila euro l’anno, portando il totale dei costi sulle casse comunali a 2 milioni e 158mila euro.

Tanto o poco, per la fondazione che doveva trasformarsi - e nei primi anni di vita l’ha fatto - “in un grande osservatorio delle politiche europee verso il bacino del mare nostrum”, per citare le parole dell’ex sindaco Gianfranco Lamberti che volle fortemente la Livorno Euro Mediterranea?

Secondo Filippo Nogarin tanto, troppo, «considerando - è la dura analisi del primo cittadino - che la stragrande maggioranza delle finalità previste dal Lem non vengono perseguite».

E così davanti all’interrogazione del capogruppo M5s Giuseppe Grillotti - che elenca uno per uno i costi della Fondazione, ricordando la perdita di 22mila euro dell’ultimo bilancio -, il sindaco annuncia ufficialmente che valuterà se spostare il Lem dalla storica sede del palazzo dei portuali in una struttura di proprietà comunale oppure addirittura chiuderlo.

«Dobbiamo fare una riflessione seria - dice Nogarin -. Lo scopo della fondazione è promuovere il progresso e lo sviluppo delle regioni del bacino mediterraneo, purtroppo però mi spiace constatare che la maggiorparte delle finalità non vengono perseguite da molto tempo. L’Autorità Portuale ha espresso la volontà di sfilarsi e io dico che dobbiamo fare una riflessione simile anche noi».

Nogarin poi affila ulteriormente la lama: «La Fondazione non ha alcuna proprietà, ma solo una locazione importante con i portuali. Stando così la situazione, l’unico motivo per cui teniamo in piedi una fondazione che non porta a compimento la propria ragione sociale, oggi appare esclusivamente quello di erodere il capitale sociale pagando l’affitto. D’altra parte la cifra più importante in questa erosione è rappresentata proprio dal canone di locazione. Oltretutto dalla sua esistenza non vi è alcun altro vantaggio per noi soci fondatori. Lo stesso utilizzo della sala conferenze ha un costo tutt’altro che abbordabile anche per il Comune».

«Vorrei ricordare che accanto ai 2.2 milioni erogati dall’amministrazione comunale - aggiunge poi Nogarin -, dal 1997 al 2013 la fondazione ha ricevuto 1.5 milioni di trasferimenti dallo stato, 75mila euro di fondi regionali, 133mila euro da parte dell’Unione Europea. Se ne possono fare di cose con un capitale così importante. Proprio per il fatto che la Fondazione non ha alcuna proprietà, che ha sede in una locazione neanche supervantaggiosa, seppur rinegoziata negli ultimi due anni, è il caso di interrogarci se spostare il Lem in strutture di proprietà del Comune o prendere in considerazione l’idea di poterla chiudere. Le finalità orginarie per cui era nata sono nobili, ma oggi conta la considerazione che non vengono assolutamente portate avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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