Il Tirreno

Livorno

Grassi (asppi)

«Servono soluzioni, sulla casa Livorno non può più dormire»

«Servono soluzioni, sulla casa Livorno non può più dormire»

LIVORNO. «Non è più rinviabile un'assunzione di grande responsabilità da parte di tutti i soggetti politici e amministrativi: sindaco, assessori, consiglieri... Occorre un impegno reale per...

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LIVORNO. «Non è più rinviabile un'assunzione di grande responsabilità da parte di tutti i soggetti politici e amministrativi: sindaco, assessori, consiglieri... Occorre un impegno reale per predisporre soluzioni che vadano oltre l’emergenza». A lanciare il monito, a nome dell’Asppi (Associazione piccoli proprietari immobiliari), è il presidente Sirio Grassi, dopo la riunione degli organismi provinciali.

«Il disagio abitativo – interviene – fino a oggi a Livorno si combatteva con interventi concreti, con risposte di fatto, con tetti e con pareti da abitare, non a chiacchiere, non con interventi e pressioni oscurantiste ed emergenziali. Ora basta dormire a Livorno. Ribadiamo il diritto alla casa per tutti, ma chiedono la disponibilità all'apertura di un confronto sulle politiche abitative per una riscrittura condivisa delle politiche dell'edilizia residenziale pubblica, puntando a determinare una congiunzione tra qualità dell'abitare, governo del territorio, qualità dell'ambiente, politiche del lavoro e dell'occupazione».

Con questa premessa, i dirigenti dell’Asppi danno una serie di suggerimenti per la futura azione di governo locale: 1) «rilanciare il sistema della edilizia residenziale pubblica quale volano principale delle politiche abitative locali di risposta al disagio abitativo, attraverso la definizione di un piano pluriennale, la destinazione di investimenti stabili e costanti annuali per la costruzione, manutenzione e reperimento di nuovi alloggi»; 2) «incentivare un piano di recupero degli alloggi pubblici in attesa di ristrutturazione e non assegnati (impegnando la Regione a rendere disponibili, come a suo tempo promesso,g li oltre 180 milioni di euro dirottati dal settore dell'edilizia pubblica)»; 3) «determinare, con la Regione, piani di recupero del patrimonio esistente pubblico inutilizzato»; «sostenere i piani di riqualificazione complessiva e delle periferie»; 4) «determinare politiche per la messa a disposizione del maggior numero di alloggi privati in affitto con contratti a canone concordato, favorendo la costituzione vera e non a chiacchiere di agenzie per la locazione locali». «Occorre che anche gli interventi di social-housing – aggiunge – considerino l'affitto l'obiettivo prioritario per intervenire sui grandi numeri del disagio abitativo e contribuire a calmierare il mercato della locazione, e non la quota residuale di piani costruzione di nuovi alloggi da destinare alla vendita più o meno agevolata». «Per questo – conclude – i dirigenti di Asppi chiedono a tutti i soggetti coinvolti di compiere un'obiettiva analisi della domanda, delle reali esigenze dei cittadini che si rivolgono al mercato dell'affitto e ritengono inaccettabile che importanti finanziamenti regionali e statali da destinare al sostegno delle famiglie siano ostaggio dei vincoli del pareggio di bilancio».

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