Sicurezza
I commercianti vogliono le auto in centro
Il settanta per cento degli intervistati da Confesercenti dicono no al progetto di mobilità del Comune che intende limitare il traffico
LIVORNO. Terrorizzati dalla proposta di pedonalizzazione parziale del centro. Contrari all’idea di chiudere il Pentagono del Buontalenti con l’istituzione della Ztl. I commercianti del centro dicono no alla proposta del nuovo piano della mobilità presentato dall’assessore Giovanni Gordiani attraverso le pagine del Tirreno di due domeniche fa. Un coro quasi bulgaro si leva tra i circa duecento commercianti del centro intervistati da Confesercenti: oltre il 70% degli operatori, infatti, giudica negativamente il progetto. Ma uno su quattro si dice pronto a parlarne.
«Noi non siamo contrari a prescindere, a limitare il traffico in centro, ma farlo senza adeguati investimenti a corredo non è una formula magica che secondo noi funziona, ma anzi potrebbe rappresentare un insopportabile fattore di isolamento tale da distruggere le già compromesse potenzialità commerciali dell’area», afferma Alessandro Ciapini, direttore dell’associazione di categoria. Che comunque ci tiene a sottolineare: «Aspettiamo comunque di essere convocati dal Comune per avviare un confronto».
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Le aree interessate dall’indagine. Sono 192 in tutto le attività commerciali intervistate, tra negozi storici e franchising, suddivisi in due macro aree. Da una parte ci sono le vetrine in zona “Grande”, ovvero in via Grande, via Pieroni, via Cogorano, via della Madonna, largo Duomo, via Fiume, via San Francesco, via Cairoli. Dall’altra quelle che si trovano in zona “Buontalenti”, ovvero via del Giglio, via della Coroncina, via Santa Fortunata, Scali Saffi, piazza Cavallotti, via del Cardinale, via Buontalenti, Mercato Centrale, via di Franco, piazza Cavour e via Ricasoli.
No alla proposta del Comune. Quattro sono le domande del questionario, consegnato porta a porta, a cui hanno risposto gli esercenti. La prima: è “come valuta la proposta dell’amministrazione comunale”. «Più del 70% degli interpellati opta per un giudizio negativo: al di là dei numeri, secondo noi, non va letto come un’ottusa contrarietà ai cambiamenti da parte dei commercianti, ma come un senso di forte preoccupazione per il futuro del commercio nel centro città, assediato anche dalla prossima apertura del Nuovo Centro, dal completamento di Porta a Mare e dal paventato insediamento di Esselunga», rincara Massimo Marini, coordinatore area sindacale della Confesercenti. A tutto ciò, a detta dell’associazione, si aggiungono gli atavici problemi del centro, come trasporto pubblico e parcheggi inadeguati, decoro urbano scadente, sensazione di insicurezza.
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«Dateci gli stessi strumenti della grande distribuzione». La seconda domanda stuzzica i commercianti sui possibili effetti della chiusura del Pentagono del Buontalenti, paventata nella proposta del Comune. L’85% degli intervistati non ha dubbi: “peggiorerà le attuali difficili situazioni del commercio livornese, determinando la chiusura di ulteriori attività commerciali”, si legge. E un 50% ritiene l’idea “dannosa in relazione all’apertura del Nuovo Centro”. Solo l’1% pensa che “non impatterà in alcun modo sulle attuali condizioni delle attività”. «L’esigenza degli operatori è quella di giocarsela ad armi pari con le potenzialità della grande distribuzione - aggiunge Ciapini – E quindi abbiamo bisogno di promuovere l’accessibilità delle persone al centro, con un piano della mobilità che sia efficiente, funzionale e non faccia scappare le persone».
Ecco le priorità. A domanda precisa del questionario, l’86 per cento dei commercianti risponde: “questa proposta non è una priorità per lo sviluppo del commercio della città”. «Con un progetto del genere si rende il centro ancora meno appetibile dei servizi messi a disposizione della grande distribuzione», ribadisce il concetto Maristella Calgaro, presidente dell’associazione. Sono gli esercenti ad elencare quelle che per loro sono ritenute priorità: il 42% chiede una migliore gestione di parcheggi, soste brevi, trasporto urbano, shuttle bus, miglioramento della gestione dei parcheggi dei residenti. E ancora il 17% reclama più pulizia e arredi urbani; il 12% vuole l’apertura di piazza Cavour, Scali Manzoni e Scali Olandesi. E scalare si richiedono sicurezza e legalità (9%), su via Grande doppio senso di marcia e maggior apertura del traffico veicolare (8%), pedonalizzazione totale o parziale del centro (4%), maggior apertura del mercato centrale (3%).
Guardiamo a San Vincenzo e Cecina e facciamo come loro. «Credo che sulla rivoluzione del traffico nel centro si proceda da troppo tempo a pezzi, l’ultimo piano del traffico di cui la città si è dotata risale agli anni Cinquanta», dice ancora Marini. E guarda a sud: «Non c’è niente da inventare per strutturare una proposta per il traffico del centro, basta guardare ai modelli di viabilità adottati da zone come San Vincenzo e Cecina e fare allo stesso modo». E chiude: «Non si capisce per quale ragione, provvedimenti di limitazione del traffico senza adeguati investimenti pubblici, dovrebbero di per sè garantire la crescita e lo sviluppo del commercio».
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