Il Tirreno

Livorno

«Stavamo insieme da 34 anni ed ero sempre più innamorato»

di Lara Loreti
«Stavamo insieme da 34 anni ed ero sempre più innamorato»

Il dolore del carabiniere paracadutista rimasto vedovo: «Lei era credente, faceva tutto per gli altri Era una donna straordinaria e generosa: basta chiederlo alle sue amiche che ora la piangono con noi»

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LIVORNO. «Com’era mia moglie? Basta chiederlo alle sue amiche e a tutti coloro che la conoscevano e le volevano bene. Io cosa posso dire? Io ero innamorato di lei...».

Le parole d’amore sgorgano dalle labbra di Santo Bontempo con una naturalezza straordinaria. Il solo nome della sua metà, Rosa Anna, è per lui fonte inesauribile di sentimento. «Com’era mia moglie - ribadisce il carabiniere paracadutista rimasto vedovo lunedì mattina - basta chiederlo a tutte quelle persone per cui lei era pronta a mollare tutto e subito a una loro chiamata, pur di aiutarle. Io l’amavo con tutto me stesso». Bontempo parla con trasporto del suo matrimonio: «Siamo stati insieme per 34 anni di cui 26 di matrimonio. E non c’è stato un momento in cui io non l’abbia adorata. Mi innamoravo di lei ogni giorno di più».

Il carabiniere è conosciuto nella comunità di Collesalvetti e anche a Livorno, dove lavora come paracadutista nella Brigata. È un militare con una lunga esperienza alle spalle, anche di missioni all’estero: ieri al funerale della donna nella parrocchia di Vicarello c’erano numerose corone di fiori arrivate dall’Arma e giunte anche da Bagdad. Alla cerimonia, tra gli altri, c’erano il comandante provinciale dei carabinieri Roberto Riccardi e i vertici del Tuscania.

Santo Bontempo ama molto il suo lavoro, ma per lui famiglia è tutto, e il perno era sua moglie. Con commozione il militare sottolinea che Rosa Anna era una donna di fede: «Abbiamo deciso di fare il funerale religioso: mia moglie era credente, era una donna molto religiosa. Le dicevo spesso, sorridendo, che era come San Francesco perché amava moltissimo gli animali: i gatti soprattutto, anche i cani, ma non solo». Fuori dalla villetta di famiglia, in via delle Colline tra Mortaiolo e Vicarello, c’è un cartello che dice: “Attenti al gatto”, proprio a voler simboleggiare la passione per i gatti della donna, che era anche responsabile di una colonia felina per il Comune di Collelsavetti, presente ieri alle esequie con una rappresentante.

«Una volta stavano rincasando e stavamo camminando lungo la stradina che conduce alla nostra casa - racconta il marito - Era in corso una battuta venatoria e non lontano da noi c’era un cacciatore che si preparava a sparare a una lepre. Rosa Anna lo vide e cominciò a correre all’impazzata. E si mise in mezzo, tra il cacciatore e la lepre, per salvarla. Io le urlai: “Dove vai, sei pazza?”. Ma lei non volle sentire ragioni e continuò nel suo proposito, riuscendo a risparmiare quella lepre. Come era bella mentre correva così...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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