La proposta dell'assessore: museruola obbligatoria per i cani più pericolosi
Dopo l'aggressione del bambino alla cala del Leone da parte di un cane di grossa taglia, Gordiani lancia l'idea di cambiare il regolamento comunale
LIVORNO. «I cani pericolosi o difficilmente gestibili indossino la museruola nei luoghi pubblici, spiagge e giardini compresi». A lanciare il sasso è l'assessore all'ambiente e alla mobilità, Giovanni Gordiani, che ha anche la delega alla tutela degli animali.
L’assessore vuole cambiare il regolamento comunale dopo l'episodio che si è verificato venerdì scorso alla Cala del Leone, quando un bambino di 8 anni è stato morso alla testa da un rottweiler che era in mare senza guinzaglio. Il bambino è stato poi operato in chirurgia plastica a Cisanello.
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Ma cosa dice oggi il regolamento comunale sulla tutela degli animali? All'articolo 31 ("accesso dei cani alle aree pubbliche") si legge che i cani hanno accesso «a tutte le aree pubbliche o di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi, e le spiagge», dove «è obbligatorio l'uso del guinzaglio di lunghezza massima di 1,5 metri non estendibile e museruola al seguito». Da indossare solo in caso di pericolo per persone o animali.
Quanto invece all'accesso agli esercizi pubblici, commerciali e ai locali e uffici aperti al pubblico (articolo 32 del regolamento comunale) è sempre garantito il libero accesso (vale anche per i mezzi pubblici di trasporto) ma i proprietari «sono tenuti a far indossare la museruola e a tenere al guinzaglio l'animale». Devono essere eventualmente i responsabili dei negozi e degli uffici pubblici a presentare al sindaco una richiesta di limitazione di accesso degli animali, esponendo poi i relativi divieti all’ingresso del locale.
Cosa propone oggi Gordiani? «Era già prevista una modifica del regolamento comunale – spiega al Tirreno l’assessore – anche rispetto alle adozioni e alle aree di fiera. Ma dopo l’episodio di venerdì scorso ho deciso di accelerare. La mia proposta è di inserire all'articolo 31 ("accesso dei cani nelle aree pubbliche") un comma in cui si dice che per i cani pericolosi o difficilmente gestibili che accedono alle aree pubbliche e di uso pubblico – compresi quindi i giardini, i parchi e le spiagge – è obbligatorio non solo l'uso del guinzaglio con museruola al seguito, ma anche indossare la museruola».
Una dichiarazione che è destinata a far discutere. E che intanto presenta un punto interrogativo di carattere tecnico, visto che la normativa vigente, sia nazionale che regionale, non prevede più la distinzioni tra cani pericolosi e non: neppure nel regolamento comunale si fanno mai distinzioni di questo tipo, se non per la regolamentazione delle aree di sgambatura («cani pericolosi o difficilmente gestibili non potranno accedere alle aree in presenza di altri cani», si legge al comma 4 dell'articolo 31).
Potrebbe dunque il Comune introdurre una misura di questo tipo? «La volontà è questa – ripete Gordiani – ovviamente dovremo fare le necessarie verifiche».
Di certo c’è che l’elenco delle razze canine pericolose introdotto nel 2006 dall’allora ministro Livia Turco è stato superato da tempo, dopo un lungo e serrato dibattito. È opinione diffusa, ormai, che l’educazione e il contesto in cui cresce il migliore amico dell’uomo contino ben più del Dna. Concetto di fatto ripreso dalla successiva ordinanza a firma del sottosegretario Martini, poi di fatto di anno in anno aggiornata e riproposta.
Proprio nell’ordinanza nazionale in vigore potrebbe essere trovata una risposta alla proposta dell’assessore. Il Comune, infatti, potrebbe anche decidere di obbligare tutti i proprietari a far indossare la museruola ai loro cani – senza distinzioni – in tutti i luoghi pubblici, ma gli stessi uffici comunali non la considerano affatto una giusta strada da percorrere. Semmai la normativa nazionale definisce l’obbligo di indossare la museruola in tutti gli spazi pubblici per quei cani che sono stati inseriti nel registro dei “morsicatori” in seguito a comportamenti aggressivi. E proprio questo aspetto potrebbe essere palesato meglio nel regolamento comunale, facendo di fatto non una distinzione a priori, ma a posteriori, in base al comportamento.
Il dibattito, insomma, è aperto. E le polemiche, da una parte e dall’altra, non mancheranno. «Mi interessa che si evitino gli incidenti – controbatte intanto l'assessore deciso a rimettere mano al regolamento – delle polemiche che potranno sorgere non mi interessa. Lo dico anche per il benessere degli animali, che sulle spiagge possono ad esempio vivere condizioni di stress».
«In ogni caso – conclude Gordiani – vorrei sottolineare che se anche il regolamento attuale fosse stato rispettato, alla Cala del Leone non sarebbe successo niente».
Quindi conclude: «Valuteremo anche un inasprimento delle multe per l'inosservanza delle regole».
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