Il Tirreno

Livorno

Anziana truffata al mercato: mi hanno rubato la vita

di Alessandro Guarducci
Anziana truffata al mercato: mi hanno rubato la vita

Una giovane si è avvicinata all’80enne con la scusa di aiutarla a portare i sacchi della spesa fino a casa:  mentre la distraeva in cucina, il complice è entrato dalla porta aperta

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LIVORNO. Quando quella donna elegante e dai modi gentili le si è avvicinata dicendole di volerla aiutare, ha pensato che si trattasse di un angelo generoso. Purtroppo, pochi minuti dopo, si è dovuta ricredere: era infatti un angelo del male, quello che le ha portato via non solo soldi e gioielli, ma anche la sicurezza, la fuducia e la dignità.

«È come se mi avessero rubato la vita», ripete ora tra le lacrime la signora di 80 anni, abitante in via del Fante , che è stata vittima di un furto con raggiro nei giorni scorsi. Si vergogna per essere stata ingenua e si colpevolizza per non essere stata capace di reagire a quella truffatrice.

Non riesce a darsi pace, ma a doversi vergognare e a sentirsi in colpa deve solo essere chi si è approfittato di lei. Una donna di circa trent’anni, con un abito nero, capelli scuri e carnagione abbronzata: questa la decrizione che la donna ha fornito della truffatrice alla polizia, dove si è recata - accompagnata dalle due figlie - per presentare denuncia.

Questa giovane donna si è avvicinata all’anziana che, come tutte le mattina, aveva fatto la spesa al mercato di piazza Cavallotti e stringeva nelle mani due sacchetti: in uno c’era un po’ di frutta, nell’altro il pane. La passeggiata al mercato, che si trova a due passi da casa sua, era del resto l’unica uscita da sola che l’anziana si concedeva nel corso della giornata: gli acciacchi ormai da qualche tempo le impedivano la piena autonomia e quindi i familiari le stavano molto vicino per ogni bisogno. Probabile dunque che la truffatrice (con un complice) l’avesse presa di mira e conooscesse bene le sue abitudini. Fatto sta che ha chiesto all’anziana se avesse bisogno d’aiuto e si è fatta avanti per portarle le borse fino a case. L’ottantenne è rimasta un po’ sorpresa, forse ha apprezzato che ci fosse una giovane così buona di sentimenti, e alla fine ha accettato. Le ha quindi indicato il palazzo dove abitava e a quel punto la truffatrice, mostrando un falso sorriso - sorpreso e felice - le ha detto che anche lei abitava qui: da qualche giorno aveva preso in affitto l’appartamento all’ultimo piano.

«Sono coontenta di averla trovata, così facciamo conoscenza», ha detto la giovane all’anziana mentre camminavano. Quindi la truffatrice ha insistito per portarle i sacchetti in cucina e ha continuato a farle domande. «Davvero lei è della Calabria? Anch’io sono di origine calabrese: ci sono nati i mei genitori...», ha continuato nella recita in cucina, conquistando la fiducia nell’anziana. ma la giovane aveva lasciato la porta dell’appartamento aperta alle sue spalle e così, mentre lei teneva impegnata l’anziana in cucina tra una chiacchiera e l’altra, un complice deve essere entrato per dirigersi in camera. Qui in pochi minuti ha preso tutto quello che l’anziana possedeva: la fede del marito deceduto, le catenine d’oro delle due figlie ricordo della comunione, qualche altro gioiello e anche il salvadaio dove la donna tutti i mesi metteva i soldi - prelevandoli dalla pensione - da dare poi come regalo di Natale a tutti i nipoti. Oltre al danno economico, le sono stati dunque portati via i ricordi di una vita. Non restano che le sue lacrime.

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