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Livorno

«Il bacino in muratura è indispensabile per Olt»

«Il bacino in muratura è indispensabile per Olt»

Gli M5s citano il ministero dell’ambiente: «Il rigassificatore necessita di quell’infrastruttura» Sulla gara: «Vigileremo che vinca il migliore, a Livorno un service per love boat e traghetti»

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LIVORNO. «Riattivazione del bacino grande di carenaggio, per dare finalmente spazio ad attività di manutenzione, riparazione e sostituzione di componenti di grandi navi, attività andate a scomparire per far posto alla speculazione edilizia». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle rilancia uno dei temi su cui più ha puntato durante la campagna elettorale. «Il nostro bacino, primo in Europa per dimensioni, secondo solo a quello di Marsiglia una volta che sarà terminato, unico per le sue particolari caratteristiche come la rampa in galleria per l'accesso alla platea, rischia di non ripartire se prevarranno altri interessi», scrivono in un lungo documento i 19 consiglieri di maggioranza.

Lanciando un argomento nuovo a sostegno della loro tesi: lo stretto legame tra il bacino e il rigassificatore. «Dallo studio di impatto ambientale della Olt del 15 febbraio 2003 e dal parere del ministero dell'Ambiente espresso favorevolmente nei confronti dell'impianto di rigassificazione nel 2004, emerge chiaramente che i pareri favorevoli sono strettamente subordinati alla presenza del bacino di carenaggio grande, al fine di poter eseguire interventi manutentivi o di riparazione sulla nave Lng», sottolineano i consiglieri M5s. Citando il documento dell'Olt in cui si legge che "la scelta dell'ubicazione in prossimità della costa di Livorno è inoltre giustificata dalla disponibilità di un bacino di carenaggio di grandi dimensioni adatto per lavori di installazione della torretta di ancoraggio e delle eliche direzionali di poppa". Ma soprattutto citando il documento del Ministero dell'ambiente: "Per l'individuazione della localizzazione del terminale galleggiante si è tenuto conto della disponibilità di un bacino di carenaggio di grandi dimensioni, adatto per eventuali lavori da eseguire sullo scafo del terminale".

«Quanto affermato è inequivocabile - è la riflessione dei Cinque Stelle - per poter essere attivo, il rigassificatore necessita di un bacino di carenaggio di grandi dimensioni».

Poi i 5S continuano: «In tutte le città portuali italiane esistono bacini di carenaggio. A Genova stanno investendo sulla costruzione di un sesto bacino e Livorno è andata invece nella direzione opposta. Dismissione per incuria del gestore?», è la domanda retorica, con un riferimento - neanche così implicito - all’attuale concessionario, cioé Benetti. «La storia qualche risposta l'ha già data», aggiungono.

Da qui, poi, i consiglieri 5S guardano al futuro e alla gara in corso. «La gara potrebbe aprire nuovi positivi scenari, si parla di ripristino del bacino per un investimento di 25 milioni e 150-200 nuovi posti di lavoro diretti e potenzialità per l'indotto - ricordano -. Come gruppo di maggioranza, nello svolgimento delle nostre funzioni, impegneremo sindaco e giunta a sostenere, nei confronti dell'Authority, l'importanza della gara per la nostra città e l'importanza che l'onere e l'onore di ripristinare il bacino vada alla società che ha veramente i numeri e gli auspicati requisiti per farlo». Come? «Evidenziando, attraverso il sindaco, ogni imprecisione nel valutare l'assegnazione della gara e l'iter per arrivare alla fine del percorso, verificando che chiunque si aggiudichi la concessione, dimostri di saper mantenere gli impegni del proprio piano industriale in un tempo congruo, che si potrebbe individuare in 12 mesi, caldeggiando, in caso di mancato rispetto, la rinuncia alla concessione per inottemperanza».

Poi i 5S alzano i toni: «Smettiamo di dare credito a soggetti che hanno lavorato per distruggere l'economia locale per interessi tutt'altro che collettivi - aggiungono i 5S -, o che non hanno voluto vedere opportunità di lavoro a portata di mano come la Costa Concordia». E aggiungono: «A breve la città dovrà vedere nascere una stazione service per navi tecnologiche, crocieristiche e passeggeri, puntando ad essere il primo polo del Refitting Navale del Mediterraneo».

(g. corsi)

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