La protesta
Fatta l’autopsia, altri 4 indagati
Oggi il corpo di Petrone torna ai familiari. Venerdì la perizia tecnica
LIVORNO. È stata svolta ieri pomeriggio dalle 16 dal medico legale David Forni l’autopsia sul corpo di Gabriele Petrone, il marinaio elettricista di 38 anni morto martedì 25 agosto nel terribile incidente navale a bordo dell’Urania nel Bacino. I risultati ufficiali non sono noti, ma in base a quanto appreso, l’esame ha confermato la morte per schiacciamento: il corpo del giovane è stato travolto di un fusto usato come zavorra quando la nave s’è inclinata. Con il via libera dalla magistratura, la salma torna oggi ai familiari, che già nel pomeriggio dovrebbero provvedere al trasporto a Napoli, per la successiva celebrazione del funerale. «La famiglia di Petrone ha bisogno di tranquillità, di tornare a casa e di riunirsi per le esequie - dice l’avvocato Matteo Pollastrini che rappresenta le parti lese - I parenti hanno sofferto tanto e stare fuori sede, con questo dolore è stato un grande sacrificio». All’esame autoptico ha assistito anche Alessandro Bassi Luciani, come perito di parte nominato dallo stesso Pollastrini.
Intanto procede a ritmi serrati l’inchiesta penale per omicidio e lesioni colposi (più altri reati sulla sicurezza sul lavoro) portata avanti dalla pm Antonella Tenerani. Ieri mattina sul registro degli indagati sono finite altre quattro persone. Si tratta di operai che fanno capo al gruppo Azimut Benetti e che hanno lavorato nel bacino galleggiante per il posizionamento dell’Urania: in particolare, i quattro (che si aggiungono all’operatore già iscritto sul registro degli indagati sabato scorso, Claudio Vesciano) hanno predisposto il taccaggio per la messa a secco della nave, operazione al centro dell’attenzione della procura. Sale così a 14 il totale degli indagati.
Nave e bacino restano sequestrati: una svolta, anche in questo senso, potrebbe arrivare da venerdì, quando la procura affiderà l’incarico per la perizia tecnica all’ingegnere Domenico Trovato. L’esame tecnico è considerato cruciale per la ricostruzione della dinamica e l’origine dell’incidente. Anche i legali di parte hanno nominato dei consulenti: l’avvocato Alberto Uccelli (rappresenta Montano) ha scelto Giampaolo Francini e il legale di Azimut Riccardo Carloni ha optato per Giorgio Puntoni.
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