Gioco
«Qui il vero tabù sono gli scooter»
I residenti di via Grande: in realtà piazza Cavour mai è stata chiusa
LIVORNO. «Il vero tabù a Livorno non sono le isole pedonali che restano un oggetto sconosciuto: è l'uso smodato del mezzo di trasporto privato, delle due ruote in particolare, che costituiscono il vero pass e quindi il vero tabù. È il permessivismo-omissione, che fa di questa città una delle poche a non essere dotata di un vero piano della mobilità, cosa che oltre ad aggravare la crisi del trasporto pubblico rende superfluo l'aggettivo sostenibile». A scriverlo sono Paolo Cascinelli, Ivo Lenzi e Mario Cuconato.
Il comitato Vivere il Centro torna a puntare il dito contro l'uso degli scooter (oggetto anche delle riflessioni dell'assessore alla mobilità, a pagina 1), e non solo. «Quando si parla di mobilità – scrivono dopo le anticipazioni del Tirreno sull'istituzione della Ztl nel Pentagono – mai come a Livorno fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Anche se agli intenti definiti rivoluzionari dell'assessore Gordiani riconosciamo il merito di gettare il sasso nello stagno. Resta il fatto che lo statuto del M5S prevede un solo mandato e vada come vada ai cittadini eventualmente rimarranno i soliti compromessi al ribasso». «Quello che invece non condividiamo – riprendono – è l'uso del sostantivo "tabù" riferito alla riapertura di piazza Cavour, che denota scarsa conoscenza» perché «piazza Cavour non è mai stata chiusa a nessun tipo di veicolo, Tir compresi, ed è l'asse preferenziale di transito da via Cairoli a Magenta in barba ai divieti. Inoltre il fulmineo dietrofront della passata amministrazione sui piolini antimotocicli in via Maggi non ha mai permesso nemmeno alla teoricamente pedonalizzata metà della piazza di essere tale».
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