Il Tirreno

Livorno

«Ma il mio Caos voleva salvarlo dopo quel tuffo»

di Beatrice Faragli
«Ma il mio Caos voleva salvarlo dopo quel tuffo»

Il padrone del Rottweiler: «È dolce e sta con i bambini forse ha pensato che affogasse. È colpa mia, scusatemi»

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Quando il bambino si è tuffato dallo scoglio, Caos è partito come una scheggia per andare da lui. «Ha pensato che stesse affogando, voleva salvarlo»: ne è convinto il proprietario del cane che venerdì scorso ha ferito il bambino livornese di 8 anni alla Cala del Leone.

È accaduto nel primo pomeriggio. Jonathan Pagliaro, trentenne di Quarrata (Pistoia), è arrivato in spiaggia intorno alle undici, insieme al suo cane, un Rottweiler di tre anni. Caos, così si chiama l’esemplare, «non è aggressivo, è dolcissimo e abituato ai bambini – dice il proprietario – Gli ho tolto il guinzaglio solo per fargli fare il bagno e – ripete senza darsi pace – ho sbagliato. Ho commesso un unico errore e purtroppo un bambino sta pagando per questo. Il mio pensiero va a lui e alla sua famiglia».

Uno sbaglio che si è trasformato in dramma. Ma, ci tiene a spiegare il trentenne quarratino: «Non è vero – come sostenuto invece da Andrea Mancini, 29 anni di Lamporecchio, tra i bagnanti presenti venerdì alla Cala – che il cane è stato tenuto sciolto in spiaggia, che ha rincorso una bambina o che qualcuno mi ha chiesto di legarlo, perché Caos – precisa Pagliaro – è sempre rimasto con il guinzaglio. C’era una bimba vicino a noi e sua madre mi ha detto “non ti preoccupare, abbiamo due Terranova a casa”, come per dire che la piccola era abituata ai cani di grossa taglia. Io, a quel punto, le ho risposto che la mia preoccupazione era solo quella che non bucasse il materassino».

«È possibile – fa notare inoltre il proprietario di Caos – che chi sostiene che io abbia lasciato il mio cane libero per ore, si sia confuso. C’era un altro Rottweiler in spiaggia infatti, una femmina, tenuta sciolta. Il mio l’ho slegato solo per fare il bagno».

Per Pagliaro quella di venerdì doveva essere una bella giornata di mare conquistata dopo mesi di lavoro. Invece si è trasformata in un incubo.

Secondo il giovane di Quarrata, quella che in molti bollano come un’aggressione, in realtà sarebbe stato un tentativo di salvataggio da parte di un cane che ha visto un bimbo finire sott’acqua.

«Se ci fosse stata l’intenzione di aggredire, non avrebbe certo lasciato la presa come invece è successo – dice il proprietario – Quando il padre ha preso il bambino in braccio, Caos si è allontanato immediatamente».

Un minuto prima, il Rottweiler era in mare, ma lontano dagli altri bagnanti. Pagliaro gli ha tirato una palla. Lui l’ha recuperata. Poi, in un istante, lo ha visto «volare» verso il piccolo che si era appena tuffato.

Quando il padre si è buttato in acqua per salvare il figlio, «Caos se n’è andato via e si è messo fermo da una parte. Sono convinto che volesse aiutare quel bambino».

Pagliaro è rimasto alla Cala del Leone per circa 40 minuti, finché non ha visto ripartire il gommone della Guardia Costiera con a bordo il bimbo ferito. Ha dato tutte le sue generalità, e il suo numero di cellulare, a un amico del padre del piccolo, che poi le ha lasciate alla polizia municipale. Ha inoltre chiesto più volte ai vigili di poter avere nome e cognome del bambino o dei suoi familiari, senza però ottenere niente «per una questione di privacy». Voleva capire, ha spiegato, come stesse il bambino e rendersi disponibile davanti alla famiglia per qualsiasi necessità.

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