Gioco
«Un danno a tutti gli operatori turistici»
Confcommercio chiede una soluzione al problema che si ripete da tre stagioni consecutive
CASTIGLIONCELLO. Non si scaglia contro la decisione del sindaco Franchi di firmare l'ordinanza con la quale ha istituto il divieto di balneazione. Un atto, in pratica, dovuto. Si scaglia contro chi doveva evitare di arrivare a tanto, di vietare cioè per più giorni l'ingresso in acqua alla Baia del Quercetano, a Portovecchio e alle Spiagge Bianche. Tre località ancora affollate durante l'ultima settimana di agosto, tre mete scelte tutti i giorni sia da residenti che turisti che dall'inizio della settimana non hanno potuto tuffarsi in mare. Ordinanza a scopo precauzionale che non ha intimorito alcuni bagnanti, anche se in numeri certamente ridotti. Fatto sta che come spiega Domenico Chiste di Confcommercio (Unione commercio e turismo) è la terza stagione consecutiva che si ripete questa situazione a causa delle forti piogge. «Vuol dire – sottolinea – che il problema esiste, è strutturale, concreto e quantificabile. Occorre risolverlo, affrontarlo come priorità assoluta perché il danno per gli operatori è enorme. Cosa dobbiamo dire ai turisti che arrivano nei nostri alberghi? Che il mare è bello ma che proprio in questi giorni non possono tuffarsi? Non ce lo possiamo permettere». Chiste fa riferimento tanto ai gestori delle strutture ricettive tanto ai proprietari degli stabilimenti balneari delle aree interessate, ma non solo. Il divieto di balneazione è un danno all'immagine per tutto il territorio. Un danno che proprio in questi giorni ha fatto arrabbiare gli operatori anche se c'è chi riesce ancora a sdrammatizzare la situazione. Scrive infatti proprio sulla sua pagina Fb Enrico Colombaioni del Piccolo Hotel di Rosignano: «Ho mandato i turisti a fare il bagno al laghetto delle Spianate». Sì, perché da Castiglioncello a Vada sono tanti i chilometri di arenile interessati dal divieto di balneazione. Un divieto che anche se arriva a fine stagione, arriva sempre nel mese di agosto, quando la nostra costa è ancora affollata. «Si parla di prolungare la stagione e poi ci troviamo a dire ai bagnati che non possono fare il bagno. Non ci interessa a questo punto sapere di chi è la colpa – spiega - vogliamo solo la soluzione del problema». Quanto alle forti piogge che hanno causato il superamento dei limiti microbiologici conclude: «I nubifragi estivi non sono più un'eccezionalità, come dimostra il fatto che negli ultimi tre anni sono scattati altrettanti divieti di balneazione».
Elisa Pastore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google